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I balneari chiedono aiuto «Ci serve liquidità»
La stagione è alle porte ma ancora non si può tornare a preparare gli stabilimenti Guerrini (Fiba): «Banche e istituzioni ci diano sostegno: serve un confronto»
GROSSETO
«Mai come in questo momento le imprese hanno necessità di liquidità». A dirlo è Simone Guerrini, presidente Fiba, federazione dei balneari Confesercenti. Che chiede il sostegno di istituzioni (governo, Regione, Comune) e banche.
«In questo contesto, come tutte le aziende, abbiamo bisogno di liquidità – dice Guerrini – ma per le imprese del settore balneare questa è legata al problema dell’estensione delle concessioni demaniali fino al 2033. Sicuramente l’emergenza Covid ha interrotto il confronto con i Comuni del nostro territorio e non poteva essere diversamente, ma mai come in questo momento abbiamo invece bisogno di certezze, ed è necessario, per questo, che i Comuni diano seguito a quanto previsto dalla legge di bilancio del 2019 e alle conseguenti linee guida della Regione».
Ancor prima dell’emergenza Covid i balneari auspicavano un provvedimento del Governo che desse seguito alla stessa legge di bilancio del 2019, in virtù del fatto che il turismo balneare, assieme a tutto il comparto turistico, rappresenta una fetta importante del Pil del comune di Grosseto e di tutta la provincia e, dice Guerrini, «assume un’importanza fondamentale, sia economica che in termini di occupazione, senza dimenticare tutto l’indotto del settore che in questi anni è entrato in crisi per la nostra impossibilità di programmare gli investimenti».
Quando riapriranno le strutture? «Le attività del settore – dice Guerrini – hanno contribuito a contrassegnare, negli anni, la qualità del prodotto turistico Maremma e ci stiamo adesso interrogando sui tempi di riapertura delle strutture, sulle modalità che le autorità indicheranno per garantire la necessaria sicurezza agli operatori e alla nostra clientela».
Al momento, dopo l’ultimo Dpcm sull’emergenza Covid, i balneari non possono lavorare per sistemare le strutture: l’augurio è che dopo il 14 aprile venga loro data questa possibilità, nel rispetto delle precauzioni. «Vogliamo lavorare – dice Guerini – per permettere alle persone di godere delle spiagge e del mare ritenendo che le nostre attività possano assumere, in questo momento, una funzione importante anche di ordine sociale: la spiaggia e il mare sono ambienti salubri e, pur nell’osservanza delle regole e dei comportamenti che sarà necessario adottare, consentiranno di riprendere, almeno in parte, la vita di relazione tra le persone».
Su questi temi i balneari auspicano un confronto il prima possibile con le amministrazioni competenti attraverso gli strumenti digitali. «Purtroppo sarà un anno transitorio – ammette Guerrini – che chiederà alle imprese sacrifici, sia dal punto di vista dell’apertura che economico per la riduzione di turisti: lavoreremo perlopiù con un turismo locale e regionale. Ma vogliamo lavorare, e dare lavoro: senza di noi il territorio rischia infatti di impoverirsi ulteriormente». —
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