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Coca per i professionisti: giro d’affari di 60mila euro
Due uomini sono finiti in carcere, il capo non si trova: spacciavano in centro e tra Grosseto e Castiglione. Con l’emergenza si erano asserragliati in casa
Francesca Gori / grosseto
Sessantamila euro di volume d’affari, 24mila dosi di eroina e cocaina vendute in città e tra Braccagni e Castiglione della Pescaia, un continuo via vai di incontri, clienti e anche qualche spacciatore gestito direttamente per rendere ancor più capillare la loro attività: il blitz della guardia di finanza a Istia d’Ombrone ha messo uno stop, per il momento, a tutto questo.
Le porte del carcere di Grosseto si sono aperte per due ragazzi di origini marocchine, Abdelrahim Jarmouni, 27 anni e Redaouane Jarmouni, che ora si trovano in via Saffi, su un ordine di carcerazione emesso dal giudice Giovanni Muscogiuri, su rischiesta del sostituto procuratore Giampaolo Melchionna. Un terzo uomo, El Mustapha El Amadoui è invece latitante: sarebbe lui il capo del sodalizio criminale che ha riempito la città e la fascia che va fino a Castiglione della Pescaia di droga. I tre sono accusati di concorso in detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti: acquistavano grandi quantità di marijuana, hashish, eroina e cocaina, vendendole sia attraverso una rete costituita da diversi spacciatori di minore spessore criminale che spacciavano su loro diretta “commissione”, sia rifornendo le principali piazze di spaccio di Grosseto (come piazza del Sale o l’argine dell’Ombrone in via Leoncavallo) che le frazioni limitrofe (Braccagni e Castiglione della Pescaia).
Le indagini sono cominciate l’anno scorso, quando le fiamme gialle hanno fermato il ventisettenne a Braccagni: aveva allestito un punto di spaccio dietro a un cancello all’altezza del chilometro sette delle vecchia Aurelia. I militari della compagnia della guardia di finanza di Grosseto si sono messi sulle tracce dei tre uomini, proprio tenendo d’occhio i tantissimi clienti: uomini e donne con famiglie, professionisti, giovani e meno giovani. In tutto, la finanza ha individuato oltre 2.400 cessioni di droga pesante (eroina e cocaina, soprattutto) per un controvalore di oltre 60mila euro.
I due spacciatori avevano preso in affitto un appartamento a Istia d’Ombrone e dall’inizio dell’emergenza coronavirus, avevano fatto sparire le loro tracce, asserragliandosi nell’abitazione senza più mettere il naso fuori. Gli uomini delle fiamme gialle li hanno trovati lì: per entrare nell’appartamento, hanno chiesto il supporto operativo dei vigili del fuoco.
Ora i due ragazzi di origini marocchine sono rinchiusi nel carcere di via Saffi mentre si cerca ancora il loro capo. –
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