Il presidio
Gli imprenditori premono «Prepariamoci alla fase 2 e tracciamo linee comuni»
La rete del settore turistico sollecita istituzioni, Asl e associazioni di categoria perché «convochino in tempo tavoli in vista di una ripartenza»
La rete di imprenditori amiatini soprattutto del settore turismo che si raccolgono nella rete d’imprese H3 Amiata si rivolgono ad associazioni di categoria, Asl, amministrazioni e dipartimenti regionali perché convochino tavoli per discutere in tempo sulla “fase 2”.
«Tracciamo delle linee comuni – dicono – non rispondeteci “ma è troppo presto non si sa” perché poi sarà troppo tardi».
Enrico Braciali, imprenditore dell’Hotel Le Macinaie che fa parte della rete amiatina, a nome di tutti fa alcune considerazioni: «Chi dovrebbe rassicurarci ci invita a “essere pronti alla ripartenza” o a “preparare azioni per la ripartenza” e “essere pronti alla fase 2”. Questo lo stiamo facendo, la maggior parte degli imprenditori con cui ci confrontiamo come gruppo di lavoro di BookingAmiata (in prevalenza operatori del turismo) si sono concentrati nel mondo dei webinar (discussioni online) per aumentare la formazione e la conoscenza del settore o delle strategie di marketing. Stiamo quindi, proprio preparandoci alla fase 2», osserva Bracciali che aggiunge: «Negli ultimi giorni si è fatto forte anche il dibattito su cosa ci aspetterà in questa fase 2, è di ieri la notizia che la Cina dopo un tentativo di ripartenza, deve di nuovo mettere il piede sul freno per evitare i contagi di ritorno; per cui si sono fatte ipotesi di come si potranno condurre le nostre attività convivendo con la necessità di controllare il contagio. Quello che chiediamo con forza è che si eviti di decidere con lo stesso tempismo dei famigerati Dpcm governativi».
Gli imprenditori temono che di punto in bianco gli operatori turistici si trovino regole che, se non preparate in tempo, sarà impossibile rispettare: «L’anno 2020 è ormai economicamente irrecuperabile – prosegue Bracciali – e scoprire il giorno prima della fase 2 come dovremo adeguare le nostre strutture sarà il colpo di pistola alla tempia. Facciamo degli esempi circolati sui media: immaginatevi un ristorante che dovrà dimezzare i coperti per la distanza sociale, ma immaginatevi anche l’adeguamento della cucina (perché la distanza vale anche per i lavoratori), immaginate i nuovi registri delle pulizie e nei servizi turistici, immaginatevi i pulmini degli autonoleggi (nove persone?), le escursioni di gruppo, i servizi termali, si potranno utilizzare spazi all’aperto? E le regole per nozze o cerimonie? Dovremo misurare la temperatura ai clienti? Bene. Non aspettiamo oltre, associazioni di Categoria, azienda Usl, amministrazioni, dipartimenti regionali, convocate dei tavoli e discutetene. Tracciamo delle linee comuni. Il nostro obiettivo è iniziare una nuova era, l’era sostenibile, dove l’uomo produrrà relazioni, rispetto, crescita e non solo reddito. Perché “nessuno si salva da solo” come dice Papa Francesco”». —
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