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Condannati per tentata rapina «Volevano prendere i soldi»
L’episodio era avvenuto all’esterno di un bar, le vittime avevano subito dopo avvertito i carabinieri. Uno dei due dovrà anche risarcire il danno
ARCIDOSSO
Due condanne per una tentata rapina (l’oggetto sarebbero stati il portafogli, il cellulare e altri effetti personali), episodio risalente al 28 ottobre 2018, avvenuto davanti a un bar di Arcidosso. Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna, di fronte al quale il procedimento si è svolto con il rito abbreviato, ha condannato Alaeddine Ouanes, 24 anni, di origini tunisine, a 10 mesi 20 giorni e 413 euro e Ruben Boon, 20 anni, di nazionalità olandese, a 5 mesi 10 giorni e 200 euro. A quest’ultimo – che nel frattempo aveva risarcito il danno – sono state applicate la sospensione e la non menzione mentre al primo è stata revocata la sospensione della pena di due precedenti condanne (2016 e 2018): Ouanes, mentre avrebbe dovuto osservare l’obbligo di dimora, sarebbe andato a commettere un altro reato (rapina, con modalità analoghe) a Piancastagnaio, violando quindi le prescrizioni (e per questo motivo gli erano stati dati gli arresti domiciliari, poi cessati). Ancora, Ouanes è stato condannato a risarcire con 1.500 euro uno dei giovani, che si era costituito parte civile con l’avvocato Alessio Bianchini (solo contro Ouanes). Il procedimento si è svolto con il rito abbreviato.
I due imputati, secondo la ricostruzione fatta ai carabinieri, avrebbero avvicinato la vittima, strattonandolo e minacciandolo di picchiarlo se non avesse dato del denaro. Minacce di botte che sarebbero state rivolte anche all’amico, che poi sarebbe stato picchiato fino a che era riuscito a divincolarsi e ad allontanarsi. Ritrovato l’amico, i due avevano fermato una pattuglia dei carabinieri per raccontare l’avvenimento. I militari avevano rintracciato i due imputati e li avevano portati in caserma: erano in stato di agitazione e avevano proseguito nelle minacce.
Il racconto delle vittime risulta credibile al giudice e corroborato soprattutto dalle testimonianze, al di là delle tesi difensive (avvocati Christian Sensi e Silvia Falconi - adesso potranno presentare appello) che intendevano minare l’attendibilità dei racconti, riconducendo l’episodio a un semplice litigio tra ragazzi senza valenza penale. — P.S.
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