Meteo
Arrivata ieri sera una fornitura di reagente per i tamponi
I tamponi, invece, non mancano ma si usano per scoprire i casi nuovi, non per attestare la scomparsa del virus Perciò i guariti sono pochi
GROSSETO
Una giornata con il fiato sospeso poi, finalmente, nella tarda serata di ieri la buona notizia. Il reagente per analizzare i tamponi orofaringei che aveva cominciato a scarseggiare, è arrivato. Fino a ieri pomeriggio le scorte garantivano un’operatività per la notte tra ieri e oggi e per tutta la giornata di oggi, come ha spiegato al Tirreno il dg Antonio D’Urso. «È un problema di approvvigionamento nazionale».
Ieri sera poco prima delle 21 la buona notizia, data dalla direttrice dell’ospedale Simona Dei: la fornitura è arrivata a destinazione. Possono dunque proseguire senza intoppi le analisi sui campioni.
Quanto ai tamponi «Al momento ci sono, ma può capitare che, una volta arrivato il reagente, potrebbero cominciare a scarseggiare i tamponi», dice D’Urso.
Pur nelle difficoltà, insomma, il lavoro al Misericordia prosegue. Alle difficoltà di ottenere in maniera continuativa tamponi e reagenti è legata anche la scarsità di persone dichiarate guarite. «Al momento il nostro sforzo è volto a scoprire i nuovi malati – spiega D’Urso –, non a individuare i guariti». Questione di risorse e priorità nella gestione dell’emergenza. «Un paziente – spiega il dg – ci costa almeno tre tamponi: uno all’inizio per stabilire se ha contratto il virus, e due alla fine, ovvero il famoso doppio tampone negativo che serve per stabilire se una persona è guarita dal Covid-19. Noi al momento siamo, si può dire, più bravi perché siamo più veloci nell’individuare le persone ammalate. Di guariti ancora non ne abbiamo tanti (tre nel Grossetano a fronte di 279 contagiati), perché non abbiamo fatto il doppio tampone». Privilegiando, insomma, l’individuazione di nuovi casi. — F.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
