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l’attribuzione del beneficio  

Voucher alimentari Il Pci apre la polemica «Dubbi sul sistema»

Voucher alimentari Il Pci apre la polemica «Dubbi sul sistema»

Le critiche: «Operatori da Grosseto non possono conoscere la mappa del disagio in venti Comuni della Provincia». La replica del presidente del Coeso Termine

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Il sistema messo a punto per la concessione dei buoni spesa è corretto? Se lo chiede la federazione provinciale del Pci. «Il Dpcm – sottolinea il Pci – stabilisce che l’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individui la platea dei beneficiari e il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza da Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti e essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico». «È vero – continua il Pci – che la gestione del servizio sociale è affidata al Coeso ma l’ordinanza indica che la platea dei beneficiari sia individuata dai servizi comunali e quindi da figure professionali che conoscono la situazione familiari più esposte agli effetti economici. Ed è improbabile, se non impossibile, che operatori di Grosseto, seppur bravi e qualificati, possano conoscere situazioni di disagio sociale in difficoltà economiche, oggi maggiormente accentuate, dall’emergenza sanitaria in tutti e 20 i comuni del Coeso Società della Salute. Tali bisogni non sono valutabili con una semplice telefonata oppure chi li ha è incapace di conoscere le opportunità date dalle misure previste».

Il sistema di gestione dei buoni spesa per 20 comuni della provincia di Grosseto è stato affidato al Coeso Società della Salute dall’assemblea dei soci e proprio dal Coeso arrivano alcune precisazioni: «Il Dpcm affida al gestione ai servizi sociali dei comuni, non ad altri apparati e, quindi, per i 20 comuni consorziati nel Coeso, che ormai da tempo garantisce il servizio sociale professionali per i comuni consorziati. Quindi in questa operazione di triage telefonico – spiega il presidente Giacomo Termine – sono coinvolti tutti gli assistenti sociali di tutto il territorio interessato, professionisti che portano le informazioni sulle persone già in carico, mentre per le altre si è costituito un criterio di valutazione identico per ogni comune. Nessuno meglio di loro, come prevede la legge, è qualificato a riconoscere le situazioni di bisogno di mettere in atto il sistema di aiuti necessario. È vero che le chiamate vengono raccolte a Grosseto, ma la decisione di accentrare questa dorsale telefonica e affidarla a una cooperativa è dovuta solo al fatto che è stata la soluzioni più veloce da attivare: la raccolta di ogni singola richiesta viene poi valutata dagli assistenti sociali, certamente più qualificati di dipendenti comunali che non hanno competenze specifiche».

Il Pci contesta anche le condizioni di accesso ai buoni deliberate dall’assemblea dei soci, sottolineando come l’ordinanza del Presidente del consiglio preveda delle priorità di accesso ai buoni ma non escluda soggetti assegnatari di sostegno pubblico. «I criteri con cui dare i buoni sono stati stabiliti dall’Assemblea dei Soci, composta da tutti i sindaci dei comuni interessati o dagli assessori delegati e sono stati deliberati sulla base delle indicazioni della Presidenza del Consiglio e sui criteri individuati dall’Anci, che ci hanno aiutato ad affinare il sistema. Si lavora sulla base di priorità e di elementi che vengono comparati. Si tratta quindi di critiche pretestuose e infondate». «Si tratta di un intervento immediato, rapido, della durata di 15 giorni che non si andrà a sostituire agli interventi più strutturali che si potrebbero rendere necessari. In soli tre giorni – continua Termine – siamo stati in grado di distribuire centinaia di buoni, a differenza di quanto sta avvenendo in altri comuni della Toscana, dove il sistema deve ancora partire, e nei prossimi 10 giorni abbiamo stimato di essere in grado di dare risposte concrete a circa tremila famiglie». «Ricordiamo poi al Pci, ma anche a tutti i cittadini, che gli atti del Coeso e degli enti consorziati sono tutti pubblici e consultabili agli albi online. Niente di oscuro, quindi, o poco chiaro», conclude Termine. —

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