Il Tirreno

Grosseto

«Riapriamo le aziende che possono lavorare in sicurezza»

«Riapriamo le aziende che possono lavorare in sicurezza»

Il presidente di Confindustria Pacini pensa sia il momento di progettare una “fase 2” con cui si dovrà preparare il sistema economico alla ripresa 

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il monito

La tenuta del sistema economico dipende da due fattori: l’assicurazione della liquidità alle imprese con la conseguente possibilità, data agli imprenditori, di mantenere gli impegni presi nei pagamenti e garantire così continuità a tutto il sistema e poi dalla possibilità di organizzare una ripartenza graduale e sicura di tutto il sistema produttivo.

«Anche il nostro territorio – dice il presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, Francesco Pacini (nella foto) – sta affrontando una delle fasi più delicate della sua storia. Siamo di fronte a due guerre: una contro il virus e il contagio, e una contro la recessione affinché non si trasformi in depressione economica. Confindustria sta agendo a supporto del sistema imprenditoriale affrontando le fasi che molto rapidamente si sono succedute: i protocolli per la sicurezza dei lavoratori, l’accompagnamento verso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, la chiusura temporanea delle attività non rientranti tra i settori individuati dal Governo come essenziali. E su questo i nostri imprenditori hanno agito con grande senso di responsabilità».

Adesso è tempo di affrontare un’altra emergenza. «La priorità è la liquidità delle imprese – spiega Pacini – per mantenere in vita il sistema economico e prepararsi alla ripartenza, trasformando le preoccupazioni nella voglia di reagire».

Confindustria, a livello nazionale, ha presentato proposte articolate: «L’ultima – ricorda Pacini – il 20 marzo, con un documento inviato al Governo per assicurare liquidità a breve a tutte le imprese attraverso il potenziamento del fondo di garanzia. La misura richiede un diretto coinvolgimento delle banche con le quali abbiamo avviato un confronto anche a livello territoriale, in attesa del potenziamento delle garanzie che gli istituti dovranno ricevere dallo Stato».

La mobilitazione di Confindustria c’è anche a livello europeo per creare un consenso diffuso e accelerare la realizzazione di quelle azioni. Il Governo ha posticipato al 13 aprile il blocco delle attività produttive non essenziali: «Per questo motivo – dice Pacini – è necessario pensare a una “fase 2”, che inizia dal 13 aprile e non sappiamo quando terminerà, nella quale è necessario riflettere rapidamente su come far ripartire l’economia, riaprendo le imprese che hanno dovuto interrompere l’attività produttiva, solo se in grado di adottare tutte le misure per evitare il contagio dei lavoratori. L’esperienza di queste settimane ci dimostra che adottando con rigore le misure di contenimento del contagio (dispositivi di protezione, distanziamento dei lavoratori, riorganizzazione dei layout aziendali) è possibile continuare a produrre in sicurezza. È grazie a questa esperienza che possiamo e dobbiamo pensare a una riapertura delle fabbriche e delle attività produttive. Adesso dobbiamo confrontarci tutti insieme su quali scenari affrontare nelle prossime settimane affinché la crisi economica, già esplosa, non si trasformi in una crisi sociale».

Il presidente Pacini vuole condividere le parole del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il suo appello agli imprenditori: «La tenuta del sistema economico e delle filiere dipende anche da noi, dalla nostra etica della responsabilità e dai nostri comportamenti. Ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, categoria o settore, è funzionale alla sopravvivenza del nostro tessuto produttivo. Mantenere gli impegni presi nei pagamenti, salvo gravi e comprovate difficoltà, è la decisione che garantisce continuità a tutto il nostro sistema. Adesso è il momento della responsabilità sociale: possiamo essere i promotori della rinascita». –

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