Il Tirreno

Grosseto

bracciali (fillea cgil) 

«Cassa integrazione chiesta da metà delle aziende edili»

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Quello dell’edilizia è un quadro «devastante», come lo definisce il segretario generale Fillea Cgil, Gianni Bracciali. Insieme alle altre organizzazioni sindacali Filca Cisl e Feneal Uil e anche insieme ad Ance, è stata condotta una serie di iniziative che intanto hanno portato a un risultato: «La Cassa edile di Grosseto questo mese di aprile anticipà circa un milione e seicentomila euro agli operai della nostra provincia a titolo di anzianità professionale, anticipandola di un mese, e di gratifica natalizia e ferie per le quali era prevista una liquidazione nel mese di luglio 2020. Attualmente stiamo valutando altre iniziative ma il nostro sistema bilaterale ha risposto a tutte le necessità sia economiche, sia per le indicazioni sulla sicurezza, fornendo assistenza per l’applicazione dei protocolli sul contenimento del contagio».

Bracciali spiega che «come Federazione stiamo firmando moltissime casse integrazioni. Attualmente hanno richiesto la cig la metà delle aziende del nostro settore. Ci sono pervenute più di 300 richieste di consultazione sindacale e molte altre le stiamo aspettando. Rimangono criticità e vogliamo fare anche un appello a quelle imprese che con senso di responsabilità, potrebbero rendere la vita più facile ai nostri operai. Chi ha la possibilità di anticipare la cassa integrazione, in questo momento deve farlo. Capiamo l’incertezza sul futuro ma mai come adesso siamo in una situazione di emergenza, molti lavoratori vivono di stipendio ed il venir meno di un bel pezzo di salario si ripercuote negativamente sulle famiglie che non hanno nessuna colpa».

Bracciali dichiara di essere sorpreso da «alcune imprese solide del nostro territorio che hanno fatto la scelta del pagamento diretto Inps della cig per coronavirus. La normativa ha derogato nel punto di fornire dichiarazioni sull’aspetto finanziario di ogni singola azienda, lasciandoci soli nella contrattazione sindacale per fare l’accordo. Il caso più emblematico lo abbiamo in un’azienda importante di Roccastrada che fino ad ieri era disponibile a pagare le ferie maturate e maturande del 2020 agli operai. Ieri abbiamo ricevuto la sua volontà di aprire la cassa integrazione con pagamento diretto da parte dell’Inps. In questi casi è un atteggiamento incomprensibile e valuteremo se firmare l’accordo senza anticipo».

«Rimane un altro nodo importante- scrive il segretario Fillea - Da decreto gli operai che hanno diritto alla cig sono quelli in forza alle aziende alla data del 23 febbario. In questo modo lasciamo a loro stessi imprenditori e operai a trovare soluzioni che non ci sono. Ci aspettavamo in questa settimana una correzione a questa stortura poiché solo in provincia di Grosseto siamo a conoscenza di una cinquantina di casi che sono stati assunti dopo tale data e che attualmente non hanno risposte. In alcuni rari casi, le imprese si sono fatte carico di sostenere economicamente i lavoratori lasciati a casa e di pagare quanto dovuto di cassa integrazione a questi casi pur non recuperando nulla da parte dell’Inps». —

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