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Covid-19 - Gli effetti

Imprenditori e famiglie in affanno: 900 richieste per congelare i mutui

Giovanna Mezzana
Il direttore generale dei Banca Tema Fabio Becherini
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Il direttore generale dei Banca Tema Fabio Becherini

Grosseto: sono le domande ricevute in 7 giorni da Banca Tema, che allarga le maglie della platea dei beneficiari rispetto alla normativa nazionale discesa dall'emergenza coronavirus. Ecco chi può richiedere di mettere le rate in standby. 

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GROSSETO. Ammontano a 900 le richieste di sospensione del pagamento delle rate dei mutui avanzate – nell’arco di sette giorni – da imprenditori e famiglie a Banca Tema, l’istituto di credito cooperativo tradizionalmente radicato tra la costa maremmana, grossetana e argentarina, e le Terre del Tufo. Il dato è la cartina al tornasole dei riverberi preoccupanti che l’emergenza sanitaria da coronavirus sta provocando sul fronte dell’economia reale. Il numero dei richiedenti la sospensiva, che è obiettivamente piuttosto alto deve, tuttavia, essere letto alla luce di un dettaglio non trascurabile: Banca Tema, acronimo di Terre Etrusche e di Maremma, ha allargato le maglie di chi avrebbe potuto beneficiare del congelamento stando all’identikit disegnato e alle regole fissate dal ministero dell’economia (qui il modulo del Mef), contenute in un decreto ministeriale del 25 marzo e frutto di due interventi che si sono susseguiti: il decreto legge 9 del 2 marzo 2020 e il decreto legge 18 del 17 marzo 2020. «È inutile attendere se la situazione è grave adesso – nota Fabio Becherini, direttore generale di Banca Tema – È bene muoversi subito: e noi l’abbiamo fatto». E  sabato 4 aprile una decina di dipendenti del settore credito di Banca Tema sono al lavoro - nonostante gli istituti di credito il sabato abbiano tradizionalmente la giornata di riposo - per scandagliare le richieste e dare nulla osta il prima possibile.

RICHIESTE E PALETTI

Da Banca Tema si sono fatti avanti imprenditori e famiglie e non solo per i mutui che ricadono sulla prima casa. Le regole fissate a livello nazionale hanno stabilito che: può accedere alla moratoria chi ha subito una riduzione dell’orario di lavoro di almeno trenta giorni (Dl 9/2020); poi è stato previsto (Dl 18/2020)che anche i lavoratori autonomi, e per nove mesi, possano richiedere la messa in standby delle rate. La norma nazionale ha posto dei paletti: può chiedere il congelemaneto il proprietario di un immobile che sia abitazione principale, con mutuo di importo non superiore a 250mila euro.

VIA ALCUNI LIMITI 

Ma Banca Tema ha deciso di allargare la platea dei beneficiari: «Abbiamo scelto di valutare analiticamente – spiega il direttore generale Becherini – anche tutte quelle richieste di sospensione del mutuo che non rientrano nella normativa emanata al livello governativo, cioè che non riguardavano, ad esempio, mutui prima casa, o mutui erogati da meno di un anno o di importo superiore a 250mila euro; e ancora, se il lavoratore quando fa richiesta ha subito una riduzione dell’orario di lavoro inferiore a trenta giorni, noi prendiamo in considerazione ugualmente la sua richiesta; come valutiamo la domanda di un imprenditore che abbia subito un calo del fatturato per ora inferiore al 30 per cento». Le 900 richieste sono al vaglio dei professionisti dell’istituto di credito: «Le stiamo analizzando una per una – nota Becherini – partendo dal presupposto che Banca Tema, coerentemente con il Dna del Credito Cooperativo, intende assistere e sostenere i suoi soci e i suoi clienti al di là della forma e delle convenzioni, e vogliamo esserci quando c’è bisogno».

OSSIGENO AGLI AFFIDAMENTI 

Oltre al congelamento della rata dei mutui con allargamento rispetto all’identikit nazionale del cosmo dei beneficiari, Banca Tema ha predisposto altre misure per chi subisce gli effetti economici dell’emergenza coronavirus. Come? Offrendo liquidità a privati e aziende e nella forma più rapida e immediata: cioè con affidamenti in conto corrente. Per le aziende, per esempio, sono disponibili soluzioni personalizzate sulla base delle esigenze finanziarie: l’istituto intervenire con un’istruttoria interna semplificata che consente di ridurre al minimo gli impatti operativi; in generale, la forma tecnica prescelta è quella dell’apertura di credito in conto corrente con scadenza prefissata (di norma al 1° ottobre) da utilizzarsi per immediate e inderogabili necessità; ad esempio, il pagamento di fornitori, stipendi, nuovi approvvigionamenti... Sul sito web di Banca Tema – dalla home page – sono illustrate tutte le misure.

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