Il presidio
Cala Galera Slittata l’udienza davanti al Tar
Monte argentario
Cala Galera, tutto fermo in attesa che termini l’emergenza. Non c’è solo l’attività amministrativa ad essere ferma a causa del coronavirus, che sta catalizzando tutte le attenzioni sia del Governo che dell’amministrazione argentarina. Tra le scadenze più attese c’era infatti quella inerente alla querelle in corso tra il Comune e la Marina di Cala Galera. Per il 2 aprile era fissata al Consiglio di Stato l’udienza per discutere il ricorso dell’ente contro la sentenza del Tar di Firenze sulla questione dell’allungamento di 30 anni della concessione alla società che gestisce il porto turistico. Ma non è avvenuto nulla.
«Tutte le udienze fissate in questo periodo emergenziale – annuncia però il sindaco Franco Borghini - sono state rinviate, ma ancora non è stata fissata alcuna data specifica». Ci sarà dunque da attendere per conoscere l’esito della diatriba. Il tribunale amministrativo, durante la scorsa estate, si era pronunciato in favore della Marina, asserendo che la “rideterminazione” della concessione doveva restare valida, riconoscendo le ragioni dei soci. Secondo il parere dei giudici il Comune, per adottare l’atto di autotutela, era andato oltre il termine di legge di 18 mesi (stabilito dalla Legge 241/90) e il provvedimento adottato dall’amministrazione andava annullato. Per il Tar, dunque, rimane in vigore la proroga della concessione di altri 30 anni disposta dalla precedente amministrazione comunale. Da lì il ricorso al Consiglio di Stato disposto dall’attuale giunta, con il responso che a questo punto slitterà in attesa che l’emergenza epidemiologica si fermi. Fino a quel momento tutto rimarrà invariato, visto che dopo la sentenza del Tar la Marina aveva ripreso la sua attività. Anche se al momento, per forza di cose, la stagione turistica non è ancora partita: salterà anche il weekend pasquale, periodo nel quale parte la stagione turistica sul promontorio e si vedono le acque dell’Argentario prendere vita dalle numerose imbarcazioni da diporto che popolano le banchine del porto di Cala Galera. La sentenza, a questo punto, slitterà a data da destinarsi.
«L’articolo 84 del decreto Cura Italia – spiega il legale della Marina, l’avvocato Niccolò Travia - prevede che tutte le udienze nella giustizia amministrativa che cadono fino al 15 aprile siano rinviate di ufficio ad altra data. Se riuscissero a fissarla tra il 15 aprile e il 30 giugno, la causa potrebbe essere trattenuta in decisione senza celebrare le udienze». — andrea capitani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google