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Tucci: «Non vado in pensione Ora serve il contributo di tutti»
Sarebbe dovuto andare in pensione il prossimo settembre, ma anche il dottor Enrico Tucci, radioterapista e oncologo, per quasi venti anni alla guida della Radioterapia di Grosseto, ha deciso di restare in servizio.
Come molti altri colleghi medici, consapevole che il momento per la sanità è drammatico e richiede che ogni forza attiva resti al proprio posto, ha fatto istanza di annullamento del provvedimento 593, del 12 marzo, che lo collocava a riposo. Così due giorni fa è stato sottoscritto il corrispondente atto di revoca e il dottor Tucci resterà a capo del Dipartimento oncologico aziendale, che comprende le specialistiche di Oncologia, Radioterapia, Ematologia e Anatomia patologica per tutta la Asl sud est, almeno per altri due anni.
La legge consente a chi ha ricoperto il ruolo di “primario”, come si diceva una volta, di rimanere al lavoro fino a 70 anni o fino al compimento del quarantesimo anno effettivo di attività, a discrezione della direzione aziendale.
E in questo momento di emergenza, la normativa nazionale e regionale apre ancora più margini per trattenere i medici in servizio.
«In una situazione di tale gravità – spiega Tucci – ho sentito il dovere di restare per presidiare, insieme ai colleghi, un percorso sanitario, come quello oncologico, di estrema importanza, che tutti gli atti di indirizzo nazionali e regionali indicano tra quelli da mantenere operativi anche in fase di emergenza. Ho ritenuto di doverlo fare anche in considerazioni dei tempi tecnici per individuare un sostituto, con il rischio di lasciare scoperta una specialistica strategica per il livello di qualità del servizio sanitario, rivolta a pazienti estremamente fragili e complessi. Il nostro obiettivo è di garantire la certezza della diagnosi e della cura, utilizzando dove possibile tutti i mezzi che la tecnologia mette a disposizione, riorganizzando gli accessi e limitandoli a quelli strettamente necessari. Nella revisione dei percorsi – spiega – ci siamo mossi in modo da mantenere lo stesso livello di servizi contestualmente alla massima sicurezza. Abbiamo distanziato, ad esempio, gli appuntamenti dei pazienti che fanno radioterapia, in modo da evitare il più possibile i contatti tra le persone in sala di attesa. Questo può aver comportato un allungamento dei tempi di attesa, ma nessuno viene lasciato indietro».
Enrico Tucci, 68 anni da compiere, radioterapista, è arrivato a Grosseto da Siena nel 1999, chiamato dall’allora direttore generale della Asl, Gianfranco Salvi, a mettere in piedi la Radioterapia. Ha diretto l’unità operativa fino a quando è stato nominato al vertice della corrispondete struttura ad Arezzo. Successivamente, nel 2018, gli è stato assegnato l’incarico di direttore del Dipartimento oncologico aziendale, in sostituzione del dottor Sergio Bracarda, rientrato a lavorare nella sua Umbria. Al posto di Tucci a Grosseto è subentrata la dottoressa Giuseppina Iovini, a capo di una Radioterapia completamente rinnovata nelle apparecchiature dal 2016, con un acceleratore lineare di ultima generazione, affiancato anche da una nuova tac per la simulazione, che allinea il Misericordia agli standard regionali e nazionali. —
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