Il Tirreno

Grosseto

Rimpatriati i 17 studenti di Intercultura

Franco Ferretti
Rimpatriati i 17 studenti di Intercultura

L’ultima è una ragazza, arrivata il 31 marzo, il primo (a febbraio) era stato un ragazzo che era andato in Cina

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grosseto

Sono rientrati e stanno bene tutti, i ragazzi e le ragazze del progetto Intercultura, la onlus internazionale che da decenni promuove e finanzia programmi scolastici internazionali.

Dalla nostra provincia, pronti e pieni d’entusiasmo per andare all’estero a studiare all’estero, erano partiti tra agosto e settembre dell’anno scorso in diciassette. Ragazzi e ragazze tra i 16 e i 18 anni. Diverse erano le destinazioni assegnate a ogni studente per completare il percorso annuale di studio, tra le quali c’erano la Cina, l’America Latina, gli Stati Uniti, il Canada e diverse nazioni europee. Poi è scoppiato il pandemonio dovuto all’emergenza coronavirus, e il loro sogno si è improvvisamente interrotto, con il rientro in fretta e furia in Italia.

Il primo a rientrare dei ragazzi grossetani, il 6 febbraio scorso, è stato uno studente del Polo liceale Aldi di Grosseto, che era in Cina per un progetto di studio annuale che doveva terminare a fine maggio. Invece, durante la prima quindicina del mese di marzo, sono rientrati alcuni studenti del liceo Rosmini, Aldi e Fossombroni che si trovavano a studiare in Canada, Costa Rica, Argentina e Stati Uniti. Poi a seguire è stata la volta di quelli che stavano studiando nei Paesi europei, con l’ultima ragazza che è rientrata lo scorso 31 marzo, dalla Lettonia.

Il progetto, promosso da Intercultura, un’associazione onlus di volontariato internazionale presente con sedi in tutta Italia, una della quali anche a Grosseto, si basa sulla promozione dello studio e del dialogo interculturale, ed è rivolta ai giovani studenti che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori di secondo grado. È un progetto di studio internazionale, che in Italia ogni anno coinvolge oltre 1.100 ragazzi. Il progetto prevede corsi di studio della durata di sei mesi o di un intero anno scolastico, con corsi di studio all’estero presso analoghi istituti. I ragazzi di solito vengono alloggiati presso le famiglie del luogo, al fine così di facilitare, oltre che lo studio della lingua, anche lo scambio interculturale condividendo le tradizioni e la storia del Paese in cui vanno a studiare.

«Tutti gli studenti maremmani – fanno sapere dalla sede grossetana dell’associazione – in tutte le varie operazioni relative alla fase di rientro dovute all’emergenza Covid-19, sono stati assistiti da Intercultura che si è prodigata e impegnata anche con voli charter, assieme all’Unità di crisi e alla Farnesina, per un sicuro e veloce rientro in Italia». —

Franco Ferretti



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