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«Care famiglie, non pagate rette di asili e scuole»
Mentre il comune di Grosseto aveva messo al vaglio l’opzione del rimborso, per Confconsumatori non c’è nulla da corrispondere
grosseto
«Le rette delle scuole materne e dell’infanzia non vanno pagate». Confconsumatori interviene, dopo che il comune di Grosseto, rispondendo a un appello lanciato da una decina di scuole private cittadine, aveva puntato sulla possibilità di rimborsare alle famiglie le rette. Per Confconsumatori, però, le rette non debbono essere pagate e va trovata un’altra strada per sostenere le strutture private che, senza le rette, sono in grande difficoltà e rischiano di non sopravvivere, con la conseguenza che, superata l’emergenza coronavirus, le strutture comunali non saranno in grado di accogliere tutta l’utenza. Sono oltre 800, infatti, i bambini che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia private nel territorio comunale di Grosseto. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha annunciato, per i prossimi giorni, un avviso sui “buoni scuola 3-6 anni” che darà la possibilità di accedere a un rimborso parziale delle rette. Il Comune, ha sottolineato l’assessora ai servizi educativi, Chiara Veltroni «è in continuo contatto con la Regione Toscana per prevedere ulteriori azioni che possano garantire alle famiglie, una volta superato questo delicato momento, il prosieguo della frequenza in strutture private autorizzate e accreditate». Le famiglie dei bambini che frequentano le scuole comunali sono state esonerate dal pagamento delle rette, mentre le famiglie dei bambini che frequentano le scuole private e che a settembre 2019 hanno aderito all’avviso pubblico per un rimborso parziale delle rette, potranno usufruirne, ma le rette vanno pagate. Confconsumatori, però, codice civile alla mano, sottolinea che «non vanno corrisposte le rette alle scuole private, visto che la loro prestazione è divenuta non eseguibile per forza maggiore». «Per la verità – aggiunge Confconsumatori – anche chi ha versato e non usufruito del servizio nel mese di marzo avrebbe diritto al rimborso», ma si aggraverebbe la situazione delle scuole e possono essere trovate, in seguito, delle soluzioni concordate. L’intenzione di Confconsumatori non è quella di danneggiare le strutture private. Anzi, «ben venga – scrive l’associazione – l’intervento del Comune per sostenere le attività delle scuole private... non parliamo, però, di far pagare e poi rimborsare chissà quando le famiglie».
Sulla questione si mobilita anche Assonidi, associazione di Confcommercio. Giorgia Berti, coordinatrice del sindacato provinciale di Grosseto, spiega che i fatturati sono in caduta libera e il futuro è dolorosamente incerto. «Migliaia di piccole imprese, cooperative e associazioni che, per l’emergenza coronavirus, senza una continuità del servizio, resisteranno al massimo fino ad aprile» si legge nella lettera che Assonidi nazionale ha scritto al presidente Mattarella e al presidente del Consiglio Conte. Assonidi chiede interventi dal livello nazionale, ma anche dalla Regione Toscana per garantire la sopravvivenza delle strutture. «Tutti sanno – dice Assonidi – che il sistema pubblico dei servizi all’infanzia non riuscirebbe mai a soddisfare il numero di posti necessari. Senza le strutture private il sistema dei servizi per l’infanzia rischia il collasso». —
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