Italia
Se si vuole di più dall’Europa serve a poco ripiegare bandiere
Il gesto del sindaco Vivarelli Colonna solleva critiche ma anche riflessioni su ciò che è possibile fare concretamente
LA LETTERA
Vivo ormai da 9 anni a Bologna, ma amo la mia città dove sono cresciuta fino ai 18 anni. Vi scrivo perché ho provato una profonda tristezza e senso di impotenza di fronte alla notizia che il sindaco di Grosseto avrebbe ripiegato la bandiera dell’Unione Europea.
È stato un pugno allo stomaco, un gesto che mi ha fatto sentire ancora più lontana dalla terra che amo e dai miei affetti che vivono ancora lì.
Il sindaco annuncia questa decisione con un post su Facebook in cui, usando toni fintamente dispiaciuti, si dice sostenitore del progetto europeo, ma, sentendosi abbandonato dall’Europa, ripiega la bandiera in attesa di un’Europa realmente unita.
Difficile trovare qualcosa di più populista e di distante dalla realtà di questa affermazione. Se il sindaco avesse davvero a cuore il progetto europeo, ci sarebbero tantissime cose (vere però!) che potrebbe dire e tante altre cose (utili però!) che potrebbe fare.
Per semplificare, ne elenco alcune per punti.
1. L’unico vero organo federale che l’Europa ha è la Bce, la Banca Centrale Europea
2. Se l’Italia già da 1 settimana può indebitarsi ed emettere liquidità (come sta facendo) è solo perché la BCE, organo federale europeo, ha garantito di acquistarne il debito finché ce ne sarà bisogno, senza alcun limite.
3. Al momento la Bce ha acquistato 220 miliardi di titoli di debito dall’Italia. Nessun altro lo avrebbe fatto.
4. Il Consiglio è un organo intergovernativo, non federale. Lì ogni Stato fa valere i suoi interessi, gli interessi della propria opinione pubblica a scapito di quelli generali dei cittadini europei.
5. Il Consiglio si è potuto prendere altri 15 giorni di tempo solo perché la Bce, istituzione europea federale, ha permesso agli Stati di immettere nuova liquidità acquistandone il debito all’infinito.
6. Il Governo italiano ad oggi parla solo di Coronabond in modo generico senza tenere presente che per via dei Trattati europei attualmente vigenti, la Commissione Europea non ha il potere di gestire il debito comune europeo (questo voleva dire la Von Der Leyen nella sua famosa dichiarazione “Coronabond sono solo uno slogan”). Una gestione di debito pubblico europeo potrebbe essere effettuata solo ricorrendo ad alcuni espedienti, ad esempio affidandone la gestione alla Bei, banca europea degli investimenti, che però non è una Istituzione europea. Inoltre, il governo italiano continua a chiedere finanziamenti e coronabond senza specificare chi li gestirà, come li gestirà e a quali scopi.
7. Un vero sostenitore dell’Unione Europea Unita, come il sindaco di Grosseto afferma di essere, dovrebbe ricordare tutti questi punti di cui sopra, chiedere che l’Italia presenti un piano complessivo attivando alcuni espedienti già disponili all’uso (Banca europea degli investimenti e Meccanismo europeo di solidarietà), dicendo chiaramente in che modo saranno gestiti e condividendo con gli altri Stati europei le priorità (è assurdo chiedere soldi all’Ue per poi farci quel che si vuole senza stabilire almeno delle priorità comuni) e sottolineare che queste misure prese tramite Bei e Mes non sono delle vere misure europee ma sono delle misure intergovernative, al momento le uniche che abbiamo a disposizione per far fronte all’emergenza. Per questo motivo, assieme all’attivazione di questi strumenti, un vero europeista, dovrebbe a gran voce chiedere e pretendere una vera riforma dei trattati europei che aumenti il bilancio Ue, e quindi le risorse direttamente in possesso degli organi europei quali la Commissione e il Parlamento, e che elimini il potere di veto che gli stati hanno nel Consiglio che è un organo intergovernativo e non europeo e che per questo ha creato tutto lo scompiglio e la non-decisione di questi giorni.
In buona sostanza, l’unico vero organo federale europeo, la Bce, è quello che ci sta permettendo di andare avanti e che, paradossalmente, sta permettendo anche agli Stati, rappresentati nel Consiglio, di temporeggiare senza causare un collasso economico.
Un vero sostenitore dell’Europa unita dovrebbe ricordare questo e spingere verso una revisione dei Trattati Ue al più presto mettendo fine a questo deficit democratico.
Tuttavia, mi rendo conto che un ragionamento di questo tipo richiede tempo e riflessione. Molto più facile ripiegare una bandiera a favor di telecamere e assicurarsi i like su Facebook di persone che non conoscono bene la materia. La colpa però non è dei cittadini che ignorano certe cose, ma dei politici che giocano su questa ignoranza.
Sarebbe bello se i grossetani non ancora vittime di questa comunicazione populista appendessero fuori dalle loro finestre la bandiera dell’Ue. Sarebbe la migliore risposta civica e civile a questa arretratezza delle Istituzioni cittadine. E magari qualche cittadino in più sarebbe portato ad approfondire la questione.
Cara Grosseto, sei ancora in tempo per risvegliarti e per assicurare un futuro ai tanti giovani che ancora oggi sono costretti a scappare e a costruirsi una vita lontano dai loro affetti.
Nella speranza di poter tornare anche io un giorno, vi ringrazio molto per l’attenzione
Ps: Opposizione, ci sei? Se sì, batti un colpo! —
Meri De Martino
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