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«La nautica è in crisi Fermi tutti i cantieri e le aziende del settore»
Andrea Scaletta, un imprenditore locale, chiede interventi al Governo «Il rischio è che la produzione possa riprendere soltanto il prossimo anno»
GROSSETO
La nautica, anche la nautica, vive questo momento di crisi con apprensione. Prospettive nere vengono intraviste dagli addetti ai lavori per quello che invece è uno dei fiori all’occhiello del made in Italy e che in provincia di Grosseto costituisce uno dei settori di eccellenza.
Andrea Scaletta, titolare della Black Sail di Grosseto che realizza articoli ed accessori personalizzabili per il settore nautico (passerelle, scalette e altro a ncora) si dice preoccupato non soltanto per la sua attività ma anche per tutto il comparto, adesso completamente fermo; perché sono fermi i cantieri come anche le aziende dell’indotto che realizzano la componentistica per imbarcazioni di ogni genere.
Queste settimane, dice Scaletta, erano decisive, perché questi sono i mesi in cui la produzione nautica viaggiava a ritmi spediti per poter garantire la maggior parte delle consegne estive, solitamente calendarizzate nel periodo compreso tra aprile e giugno. Insomma, il rischio è quello di vedersi azzerato ogni introito e per questo viene lanciato un appello al Governo perché siano garantite soluzioni anche per il settore economico.
Dice Scaletta: «A causa dell’emergenza sanitaria la ditta è stata obbligata a chiudere e siamo tutti a casa, ci siamo limitati solo alla spedizione di alcuni lavori ormai terminati e che comunque possiamo regolarmente consegnare con spedizioni in tutta Italia. Ritengo che comunque ci sia molta confusione sull’interpretazione della normativa, poiché da una parte si legge che dobbiamo rimanere a casa, dall’altra che le forme di commercio online possono continuare con la loro attività nel rispetto delle norme di sicurezza, e noi effettivamente abbiamo nell’online la maggior parte del nostro lavoro.
Scaletta lancia anche un monito per salvaguardare l’intero settore nautico: «Da quanto sappiamo tutto il settore è bloccato, sia grandi cantieri, sia le aziende che producono motori per la nautica, oltre che i porti… ovviamente anche la domanda di forniture per la nautica ed imbarcazioni è pressoché a zero, considerando che nessuno può andare in barca, allo stato attuale, e non si ha ancora nessuna certezza sulle tempistiche per un effettivo ritorno alla normalità. Anche le Fiere di promozione internazionale, dove molti esponenti del settore nautico italiano erano tra i protagonisti annunciati, hanno avuto spostamenti ai prossimi mesi o sono proprio state cancellate».
Scaletta dichiara di comprendere, naturalmente, che all’ordine del giorno c’è l’emergenza sanitaria ma invita anche a «cercare di trovare una soluzione per non lasciare l’intero settore a terra; il rischio è che l’intera produzione debba fermarsi fino al prossimo anno, e per molte famiglie questa è l’unica possibilità di introito per andare avanti».
Scaletta ricorda che il settore attualmente presenta un fatturato globale (numeri riferiti al 2018) pari a 4,27 miliardi di euro, con un 10,3% in più rispetto all’anno precedente, e che da alcuni giorni ha obbligato a rimanere a casa non meno di centomila lavoratori appartenenti alla filiera, con lavori sospesi e mancati introiti.
In un contesto simile, in cui non mancano le richieste arrivate sul tavolo del premier Conte per richiedere una deroga che consenta, nel rispetto delle norme di sicurezza atte a scongiurare nuovi casi di contagio, la continuazione delle attività per evitare che settori strategici sprofondino nel baratro, un intervento viene chiesto anche dalla nautica maremmana. —
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