Meteo
«Io chiamo alle arti, c’è sempe bisogno di chi svolge opera di volontariato»
Marco Giuliani propone il Cesvot come intermediario e suggerisce una rete ancora più forte sul territorio
grosseto
Marco Giuliani lancia la «chiamata alle arti». «Sia chiaro, non alle armi, è quanto di più lontano dal mio essere e pensare», sorride. Ma è comunque una chiamata alla mobilitazione: a breve e a lunga scadenza. «Gli aspetti sono due: c’è bisogno di volontariato già adesso, anche solo per dare il cambio a chi si dà da fare 12 ore al giorno, anche solo per aiutare le persone a elaborare i lutti, che fortunatamente da noi sono pochi; e c’è bisogno di volontariato anche e soprattutto domani, perché ci saranno problemi di disagio psichico, di disturbi alimentari, di alcolismo, di convivenze forzate, di solitudine. E il volontariato deve farsi trovar pronto».
Giuliani, responsabile della delegazione territoriale di Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana), ne ha fatto oggetto di un post su Facebook. Immagina che il Terzo settore avrà un ruolo ancora più marcato rispetto a quello attuale. E lancia una proposta che scavalca anche i confini provinciali. «Premetto che come Cesvot abbiamo il compito di raccogliere le informazioni sulle associazioni e sulla loro attività a livello territoriale – dice Giuliani - Noi promuoviamo questo tipo di incontro, continuiamo a farlo nell’ottica di una registrazione di tutto ciò che il Terzo settore fa nella nostra zona, nella prospettiva di ciò che avverrà successivamente. Perché dopo servirà un rilancio generale, un sostegno. E noi continueremo nella nostra opera di consulenza e formazione». Giuliani aggiunge qualcosa che matura dalla propria esperienza: «Io sono da tantissimi anni a contatto con il volontariato. Adesso cosa accade? Accade che tanti volontari fanno turni piuttosto duri, anche di 12 ore, e serve quindi un adeguato ricambio. Chi vuole dare una mano e non vuole però legarsi a questa o a quella associazione cosa può fare? Me lo hanno chiesto in tanti, ho ricevuto molti messaggi in questo senso. Io posso dire che si possono rivolgere al Cesvot e il Cesvot potrà indirizzarli. C’è ancora tanto bisogno, anche soltanto per fare la spesa, anche se le richieste che arrivano ai Comuni fortunatamente sono poche perché da noi esiste una rete diffusa di solidarietà. Ma da domani in poi, e per settimane e per mesi, con la gente che uscirà fuori impoverita da questa emergenza, disperata forse, servirà anche un cambio di passo».
Giuliani apre anche un percorso: «Ci sono tante associazioni che adesso sono ferme, necessariamente, proprio perché per la loro struttura non possono muoversi: potrebbero avere un ruolo, già oggi, i loro associati potrebbero essere utilmente impiegati, in un’attività straordinaria, perché le ricadute sono e saranno importanti. Ecco, i volontari e le associazioni vanno sostenuti e incoraggiati».
Cosa fare da subito? «Un esempio. Arrivano i contributi economici del Governo, andranno distribuiti a chi ha bisogno. Chi lo fa? Il volontariato, è a disposizione. Ma a mio parere il Terzo settore va coinvolto a livello nazionale, oltre la fase di mera esecuzione: va coinvolto per le strategie di intervento. Comuni e associazioni dovrebbero operare in un coordinamento con le opportune forme e cautele. Le reti associative andrebbero sostenute e organizzate anche per la gestione di questioni complesse».
Cesvot è a disposizione per mettere in contatto singoli e associazioni, nessuna esclusa: ognuno potrà scegliere poi sotto quale “bandiera” rispondere alla “chiamata alle arti”. Sulla pagina web “La solidarietà non si ferma” di Cesvot Grosseto c’è intanto un lungo elenco di associazioni, Comune per Comune, frazioni anche, con la specifica degli interventi offerti e i numeri di telefono da chiamare. Chi vuole darsi da fare, può cominciare da qui. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
