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Il pastore: «Non accetto elemosina Dono 30 agnelli a chi ha bisogno»
CIVITELLA PAGANICO
Un allevatore di Paganico, Nicola Musina, regala 30 agnelli a chi sta attraversando un momento economicamente difficile e si appella a tutti gli allevatori perché facciano altrettanto. Piuttosto che veder sottopagato il suo lavoro, l’allevatore preferisce donare carne di agnello, a chi ha bisogno.
La presidente del comitato pastori d’Italia, Mirella Pastorelli, a cui l’allevatore Musina si è rivolto, «richiama ancora la politica affinché ascolti il grido di aiuto degli allevatori», Musina, che sta ai Pian Colombai, si trova in una situazione di grande difficoltà e disperatamente chiede alle istituzioni di affrontare i problemi legati al sottocosto del latte, della carne di agnello e dei foraggi. «In un momento in cui la vita di ciascuno è a rischio, questo comparto così importante continua a lavorare affinché ogni giorno arrivino sulla tavola degli italiani prodotti freschi, genuini, di alta qualità, un comparto che rischia la propria salute per il bene comune non può accettare di essere ripagato con briciole», incalza Pastorelli. Muscina spiega: «Ho rispetto del mio lavoro ed ho una dignità: non accetto l’elemosina e pertanto dono 30 agnelli a chi ha bisogno. In modo che nonostante la crisi si continui la millenaria tradizione pasquale durante la quale si consuma la carne di agnello. Rivolgo l’appello a tutti gli allevatori che facciano lo stesso e a chi opera nella macellazione, in modo che tutto sia svolto secondo le norme di legge».
Pastorelli sollecita l’assessore all’agricoltura della regione Toscana Marco Remaschi e la ministra Teresa Bellanova a «stanziare immediatamente validi contributi per coloro che continuano a lavorare in questo momento di emergenza e chiede che siano attuate misure serie in modo tale che la forbice dei costi delle carni di agnello e del latte, diminuisca in modo ragguardevole».
Alla ministra ha scritto anche il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni: «L’intera filiera del latte della provincia di Grosseto rischia di non rialzarsi più e così tante aziende agricole, molte delle quali hanno realizzato con sacrifici anche agriturismi di qualità e produzioni tipiche e ora non hanno prospettive dopo aver già subito pesantissime penalizzazioni. Si assiste ad un ulteriore calo del prezzo del latte, già inadeguato, soprattutto da parte dei trasformatori privati e, in molti casi, si chiede ai pastori di produrre meno, proprio in un stagione importante per questa attività. Rischiamo seriamente di perdere in tempi brevi un gran numero di aziende agricole, con la fuga degli ultimi giovani che sono rimasti. Sarebbe un disastro».
E infine Gian Luigi Ferrara vice commissario provinciale vicario Udc Grosseto avverte che «l’Udc di Grosseto sta mettendo a punto una serie di richieste da inviare ai parlamentari del partito perché siano tradotte in emendamenti. Riguarderanno l’agricoltura, in particolare le produzioni di qualità, il latte e gli agriturismi e tutto il settore della piccola e media impresa. Il prezzo del latte potrebbe calare anche di 6 centesimi se non più, i formaggi freschi e semistagionati trovano sempre meno mercato. Le varie richiest,e del Comitato pastori d’Italia, della Cia, del sindaco di Sorano e di organizzazioni di categoria, debbono trovare risposte urgenti e anche la Regione deve fare la sua parte». — FIORA BONELLI
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