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«I migranti stanno morendo di fame» Raccolti beni di prima necessità e coperte
Da una proposta del volontario Marco Costanzo la mobilitazione di Querce di Mamre e Caritas per le campagne
grosseto
Anche gli ultimi degli ultimi hanno bisogno di aiuto, specialmente in questi giorni difficili.
Ed è proprio questo il nome dato all’iniziativa promossa dall’associazione Le Querce di Mamre e dalla Caritas per dare un sostegno, in questo momento di emergenza, alle persone che vivono in condizioni di marginalità. Un aiuto fatto di coperte e cibo, per lo più. L’idea è arrivata ad un assistente sociale del Coeso, Marco Costanzo, dopo una serie di telefonate e di passaparola che segnalavano gente in difficoltà, specialmente nelle zone rurali della Maremma.
In particolar modo, erano arrivate segnalazioni riguardanti i migranti usciti da Crasm, cioè i centri speciali di accoglienza, smarriti sul territorio durante questa emergenza sanitaria. «Il lavoro non c’è, non si possono spostare di casa e stanno morendo di fame», riassume Costanzo. Ci sono anche loro, gli esuli nordafricani, tra gli ultimi degli ultimi, secondo Costanzo. Persone fuori dai circuiti, che spesso non hanno residente e che mai prima d’ora si sono rivolti ai servizi sociali istituzionali o alle associazioni.
«Persone che sono uscite dal sistema di accoglienza, adulte, che dovevano essere considerate autonome – spiega l’assistente sociale – Ma il decreto Salvini ha mandato via tutti gli umanitari e non sono potute entrare nel programma Sprar, quello che prevedeva un’inclusione».
In numeri, per comprendere meglio le dimensioni del problema nella nostra provincia: sono sei uomini a Ribolla, nel Comune di Roccastrada, e una famiglia di quattro persone (con una bambina a carico) a Ravi, nel Comune di Gavorrano. Ma se i profughi sono stati la molla, la rete creata attorno all’idea di Costanzo ha fatto ben presto a coprire anche dei cittadini italiani, come un 60enne sempre a Ravi e una donna a Marina di Grosseto: una madre con una figlia adolescente che insieme alla possibilità di un lavoro stagionale ha perso pure la possibilità di garantire alla ragazza i beni di prima necessità.
Così, partendo dalla base dei bisognosi e mettendo inseme tutte le anime rivolte al volontariato, come la Caritas e le Querce di Mamre, si è creata una rete, pronta a raccogliere coperte e beni di prima necessità da destinare a chi ne ha bisogno.
«I volontari mi chiamano, si mettono a disposizione e raccogliamo beni di prima necessità, che poi smistiamo – spiega Costanzo – O indirizzo le persone nelle varie sedi delle associazioni, oppure porto direttamente io gli scatoloni: in quanto assistente sociale non ho problemi a spostarmi per necessità».
È stata anche l’occasione, spiega Costanzo, per fare sistema tra le varie associazioni, che spesso «si muovono in modo autonomo – avanza una critica l’assistente sociale – senza pensare al risultato complessivo». Una rete di puro altruismo, per aiutare gli ultimi degli ultimi. —
Alfredo faetti
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