Italia
Appalto truccato, interdizione per l'ex amministratore della Newlisi
Al centro dell'indagine Black Water la gara per la realizzazione dell'impianto di San Giovanni dell'Acquedotto del Fiora
GROSSETO. Divieto di esercitare uffici direttivi: è questa la misura cautelare che il gip del tribunale di Grosseto, su richiesta dei sostituti procuratori Salvatore Ferraro e Giovanni De Marco ha ordinato a un imprenditore lombardo. La misura è stata notificata all'uomo dai militari del comando provinciale della guardia di finanza con la collaborazione del gruppo di Milano, insieme al personale della polizia stradale e della polizia municipale che avevano avviato, due anni fa, una minuziosa indagine su una gara d'appalto bandita dall'Acquedotto del Fiora Spa.
Le indagini hanno messo in evidenza come le procedure di affidamento di lavori pubblici, quali quella per la realizzazione del digestore di San Giovanni, non si siano svolte secondo quanto previsto: la libera concorrenza e la libertà d'impresa sarebbero venute meno, con un grave danno per la collettività.
I nuclei investigativi della polizia stradale e della polizia municipale di Grosseto insieme al nucleo di polizia economico e finanziaria della guardia di finanza di Grosseto hanno effettuato approfonditi accertamenti sulle commesse pubbliche affidate negli ultimi anni con una spesa di svariati milioni di euro. Nello specifico, le indagini hanno dimostrato l’avvenuto condizionamento della procedura di evidenza pubblica relativa alla costruzione dell’impianto di depurazione fanghi (idrolisi) in località San Giovanni (Gr), affidato dall'Acquedotto del Fiora S.p.A., alla società Newlisi S.p.a., in forza di un accordo corruttivo che si sarebbe instaurato tra l’imprenditore e una dipendente della società con specifici incarichi relativi alla gestione di appalti pubblici. Accordo consistito nella rivelazione di notizie riservate in cambio di favori.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto ha accolto la richiesta della misura interdittiva, per l’imprenditore, indagato per turbativa d'asta e corruzione. Si tratta di una misura specificatamente prevista per scongiurare il pericolo di reiterazione dei reati da parte di soggetti che ricoprono cariche rappresentative in seno a persone giuridiche consistente, nel caso di specie, nell’interdizione, per la durata di mesi sei, da ogni attività che riguarda gli uffici direttivi.
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