Il Tirreno

Grosseto

santa fiora 

Uffici postali riaperti Rc difende i sindaci e attacca i sindacati

Fiora Bonelli/

Il segretario Russo: «Ci uniamo alle amministrazioni Un colpo basso quello inferto dai rappresentanti del lavoro»

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Rifondazione comunista di Santa Fiora sulla questione uffici postali chiusi prende le parti dei sindaci, attacca i sindacati confederali e autonomi e punta il dito contro la politica che nel corso del tempo «ha contribuito a questo sfacelo».

Dario Russo, segretario del Prc santafiorese, osserva che «è bastata una presa di posizione dei sindaci, comunque in linea al Decreto Ministeriale (Dpcm Covid19) che vieta spostamenti e assembramenti, che contestava la decisione di Poste spa di chiudere tutti gli uffici periferici, azione adottata da Poste senza alcun confronto con le amministrazioni locali, per alzare un polverone non indifferente. I sindaci sostengono che lasciare aperto solo un ufficio in un territorio obblighi evitabili spostamenti e concentrazioni di utenza, quindi un comportamento improprio. Nulla di male a parere nostro. Ma si sa, se il dialogo manca, vince chi tira più forte; ma nessuno, tanto meno i sindaci in questione, avrebbero potuto immaginare che l’eterno scontro tra i rappresentanti delle Piccole Comunità contro il gigante delle telecomunicazioni si potesse allargare a una mischia a tre fra poste, sindaci e sindacati. Per noi di Rifondazione Comunista e anche per tantissimi lavoratori non è una novità, forse lo sarà per i nostri primi cittadini che, a ragione, non hanno proprio digerito sentirsi dire che le loro posizioni sul tema risultano essere “sterili” e “polemiche”. Ci uniamo senz’altro ai tanti e tanti pareri emersi sui social in difesa delle amministrazioni, e condividiamo la lettera che collettivamente i sindaci hanno redatto in risposta al “nuovo” antagonista. Ma certo è un colpo basso, quello che hanno ricevuto le comunità locali, nell’apprendere che il terzo contendente della singolar tenzone è proprio colui che si vanta degli “storici collegamenti” con le vere esigenze delle comunità. Per noi di Rifondazione non è una novità, piuttosto una conferma del vero ruolo che in Poste ricoprono i sindacati confederali e autonomi. Sì, perché sono stati proprio i rappresentanti del mondo del lavoro a dire in pratica ai sindaci di essere incompetenti e rompiscatole (sterili polemiche); e alla fine e in tal modo, cade al suolo in un attimo la combine che da anni giocano parallelamente al tavolo con l’azienda. D’altronde se il servizio postale si è ridotto solo alla conta dei tagli, chiusure di uffici, giorni alterni per la distribuzione della posta, se da 230.000 dipendenti nel 1998 oggi sono 123. 000, se il profitto e la privatizzazione si è mangiata un ennesimo bene comune, ecco dobbiamo ringraziare Cgil, Cisl, Uil senza stupirsi più di tanto se l’avvocato difensore per eccellenza del gruppo dirigenziale di Poste spa siano proprio diventati i tradizionali sindacati, ex difensori dei lavoratori. Comunque vogliamo ricordare anche ai sindaci e ai vari partiti che tutto ciò è avvenuto e avviene grazie anche alla politica, ai tanti governi che si sono succeduti, i quali hanno contribuito a questo sfacelo». –

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