Il Tirreno

Grosseto

Severi: «Un fornitore voleva vendermi un pezzo a 30 euro»

ELISABETTA GIORGI
Severi: «Un fornitore voleva vendermi un pezzo a 30 euro»

La professionista: «Ho rifiutato la proposta: l’ho considerata uno strozzinaggio»  

3 MINUTI DI LETTURA





IL CASO

«A noi sono state proposte forniture carissime: una mascherina a 30 euro l’una». Un ricarico stellare che a sua volta – per poter fruttare un guadagno al banco – avrebbe dovuto essere ulteriormente “caricato” dal farmacista (oltre a Iva e trasporto) cosicché al cliente finale una mascherina sarebbe venuta a costare (ipotesi) sui 50-60 euro. Uno sproposito.

«Non ho accettato», racconta Cecilia Severi, farmacista grossetana (ha due attività, una in via Roma e l’altra in piazza Dante).

In questa fase d’emergenza uno dei problemi – spiega la dottoressa – è che «il prezzo di acquisto nostro (dei farmacisti, ndr) è aumentato alla fonte. Perché poi bisogna comunque fare un ricarico per guadagnarci qualcosa. I nostri margini tra l’altro si tengono molto bassi per non andare su prezzi esorbitanti, ma la verità è che a noi questi prodotti sono andati a costare di più…».

Facciamo un esempio, prendiamo le mascherine. «Quanto le pagate? E a quanto le vendete?» chiediamo.

Anche prendendo le tipologie più costose, alcune proposte appaiono del tutto “irricevibili”, di questi tempi.

«Abbiamo avuto proposte da strozzinaggio di una mascherina a 30 euro l’una che non abbiamo accettato - dice Severi - Non abbiamo acquistato quella merce, ci siamo vergognati a metterla sul mercato. Oggi tutti si sono improvvisati a vendere mascherine. Magari tu avevi contatti con una ditta che vendeva dermocosmesi, parlo in generale, e poi non sai come.. ma i rappresentanti ti contattano e ti propongono mascherine a prezzi che paiono a loro».

Prodotti a prezzi simili sono parsi esorbitanti. Specie in un periodo di emergenza. E a quanto sarebbero state rivenduti? «Perlomeno ci dovevi aggiungere l’Iva al 22% più il trasporto, poi un minimo di ricarico, che come ho detto teniamo basso: sarebbe comunque venuto un prezzo esorbitante». Ipotizziamo: circa 50 euro il costo finale. Partite di merce come questa sono state rifiutate.

Come fare? In questo marasma «noi come Gruppo Severi ci siamo affidati al nostro Consorzio che ci ha dato la possibilità di fare acquisti congrui: abbiamo avuto mascherine a 1,50 euro, chiaramente quelle chirurgiche e meno costose; e abbiamo ordinato pure le Fffp2, sempre a prezzi congrui».

Qualche giorno fa c’è stata una polemica sul prezzo di un prodotto della farmacia Severi, ma «noi non abbiamo aumentato i prezzi su niente - dice la dottoressa - Abbiamo cercato di fare prodotti galenici; e c’è stato un momento in cui non si trovavano nemmeno le “bottigline” per metterci i prodotti, il gelificante. La situazione si sta comunque stabilizzando. Grazie al Consorzio laboratorio della farmacia che abbiamo alle spalle stiamo mettendo a disposizione mascherine a prezzi ragionevoli e certificate. Siamo 300 farmacie in Italia, ci siamo unite mantenendo ognuna la propria indipendenza per far fronte ai grossi gruppi. Questo Consorzio, veneto, ci dà sicurezza e offre garanzie da un punto di vista della serietà e rappresentatività nel settore». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web