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Riprendono i controlli col drone: «Il nostro è ok»
Il capo della Polizia Franco Gabrielli li aveva vietati quattro giorni fa in tutta Italia Ieri è arrivato il decreto: quello di Grosseto può continuare a volare sopra la città
grosseto
I droni possono riprendere a volare. Dopo lo stop impartito dal capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, ieri pomeriggio è arrivato il contrordine: i dispositivi di sicurezza che volano sulla città, possono di nuovo alzarsi in aria.
Per quattro giorni, l’assessore alla polizia municipale del Comune di Grosseto che dalla scorsa estate ha dato il via al protocollo, prima per il servizio di antincendio e ora per controllare chi esce da casa, ha aspettato in silenzio che si sciogliesse il nodo. Il capo del dipartimento di Pubblica sicurezza infatti, aveva invitato tutti ad «attendere l’esito degli approfondimenti», prima di proseguire con l’uso del drone. Era stata una doccia fredda, quella arrivata al comando della polizia municipale quattro giorni fa, quando il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli aveva fatto atterrare i droni in tutta Italia.
«Per noi quel servizio è molto importante. Il nostro non è un drone giocattolo acquistato per questa emergenza, ma è un dispositivo che avevamo già utilizzato per l’antincendio e che ha tutte le autorizzazioni per volare, anche quelle dell’Enac - dice l’assessore Fausto Turbanti - Abbiamo tutte le carte in regola e siamo costantemente in contatto con l’Aeronautica militare. Quando il drone si avvicina all’aeroporto, torna indietro da solo e atterra. Non creiamo certo problemi al traffico aereo del Baccarini». Il drone utilizzato dalla polizia municipale di Grosseto è pilotato da un operatore professionista, che dalla scorsa estate collabora con l’amministrazione comunale. Prima c’è stato il servizio antincendio, ora quello dei controlli per l’emergenza coronavirus. Emergenza che ha spinto il capo della polizia a inviare ieri una circolare con la quale si dava il via libera ai sistemi di aeoromobili a pilotaggio remoto. Una circolare che è stata inviata ai prefetti di tutta Italia, ai questori, ai comandanti della finanza e dei carabinieri, all’Enac e all’Enav. «Le polizie municipali - scrive il prefetto Gabrielli nella circolare - possono utilizzare i droni per verificare gli spostamenti p l’esercizio di attività economiche. Resta però fermo che il ricorso all’impiego dei droni da parte delle polizie municipali, deve avvenire in maniera armonica rispetto alle indicazioni impartite dal prefetto attraverso le pianificazioni di impiego delle risorse disponibili».
Una comunicazione che l’assessore Fausto Turbanti attendeva da giorni, da quando cioè, era stato costretto a far atterrare il drone. «Questo strumento è stato preziosissimo durante questi ultimi controlli - dice Turbanti - perché ci è servito quando abbiamo ricevuto segnalazioni che poi si sono rivelate fasulle, per controllare in tempo reale che alcune zone della nostra città non fossero davvero piene di gente». Grazie al drone, l’assessore alla polizia municipale potrà fare anche una campagna di informazione nei confronti dei cittadini. «Spesso le segnalazioni non sono vere - dice l’assessore - Quindi abbiamo deciso di utilizzare le immagini del drone per far vedere ai nostri concittadini i parchi e le altre aree della città che ora sono vuote. Questo sarà anche un sistema per ringraziare i grossetani del grande sforzo che stanno facendo, ora per restare a casa senza uscire».—
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