Italia
Buoni spesa, è via libera alle richieste: ecco i numeri da chiamare
Da Grosseto all’Amiata alle Colline Metallifere, è il Coeso-Società della Salute a raccogliere le richieste. I voucher avranno un valore tra 150 e 300 euro. E verranno consegnati nell'arco di 48 ore dalla domanda. Come farsi avanti.
GROSSETO. Venti sindaci hanno trovato la quadra nell’arco di 48 ore e dal pomeriggio del 1° aprile – in altrettanti comuni della provincia di Grosseto – si possono richiedere i cosiddetti buoni spesa, la misura urgente di solidarietà alimentare messa sul piatto dal governo per andare incontro alle famiglie più esposte agli effetti economici provocati dall’emergenza sanitaria per il contrasto all’epidemia da Covid-19. Cosa si deve fare? Innanzitutto una telefonata. A chi? Al Coeso-Società della Salute, il consorzio sorto tra venti comuni, tra la costa maremmana, l’Amiata e le Colline Metallifere, i cui sindaci il 31 marzo si sono confrontati in una video-conferenza con il direttore del Coeso-Sds Fabrizio Boldrini per dare operatività alla misura del governo.
LA MAPPA DEI COMUNI
Possono contattare il Coeso, dunque, i cittadini dei seguenti comuni “consorziati” nella medesima area socio-sanitaria Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Castiglione della Pescaia, Civitella Paganico, Cinigiano, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccalbegna, Roccastrada, Santa Fiora, Scansano Scarlino, Seggiano e Semproniano. Non rientrano sotto l’egida del Coeso i municipi delle Colline dell’Albegna per cui i sindaci si stanno battezzando altri schermi di operatività.
CHI PUO' FARE RICHIESTA
L’Anci Toscana – l’Associazione dei Comuni della Regione Toscana – ha scandagliato le pieghe della misura governativa che, complessivamente, mette nelle mani dei sindaci della provincia di Grosseto un milione e 400mila euro da impiegare nell’iniziativa di solidarietà alimentare. E l’Anci ha spiegato che hanno priorità nell’assegnazione dei buoni spesa i cittadini che non godono di altri sostegni pubblici, cioè – spiega ulteriormente una nota del Coeso – i cittadini «che non usufruiscono già di aiuti pubblici, come il reddito di cittadinanza, il reddito di inclusione o di altri aiuti messi in campo in questi giorni». È opportuno dunque attenersi a questa regola.
COME FARE
Ed ecco come farsi avanti per richiedere i buoni spesa. Dal 1° aprile alle 15, si possono contattare i seguenti numeri del Coeso: 0564078441, oppure (con il medesimo prefisso) 078442, 078443, 078444. Dal 2 aprile i numeri saranno operativi dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 9 alle 13.
LA SCREMATURA DELLE DOMANDE
Chi chiama sarà sottoposto a una sorta di “triage telefonico”, cioè gli saranno poste delle domande che puntano a verificare se sussistono davvero le condizioni di necessità. Sulla base delle risposte fornite, viene anche stabilito l’ammontare dei buoni spesa a cui si ha diritto, e che oscilla da un minimo di 150 a un massimo di 300 euro a nucleo familiare.
LA CONSEGNA
A questo punto il Coeso – che attraverso il suo servizio sociale professionale aiuta i Comuni nella gestione delle richieste – farà una valutazione della domanda e comunicherà il responso al Comune. Sarà dunque il Comune – a questo punto – a consegnare i buoni spesa alle famiglie in base al numero dei componenti il nucleo e nel rispetto delle disposizioni anti-contagio da coronavirus. Con due eccezioni: nel comune di Grosseto e nel comune di Follonica, vista l’estensione dei territori di competenza, saranno gli operatori del Coeso a consegnare i voucher.
FATE ATTENZIONE
«Il primo contatto telefonico è fondamentale per comprendere i bisogni e per verificare i requisiti – spiega il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini – Non possiamo rischiare che chi non ha realmente necessità di questo aiuto possa usufruirne». Non solo. Al momento della consegna dei buoni – che ci sarà entro 48 ore dal triage telefonico – i beneficiari dovranno firmare un modulo per autocertificare le dichiarazioni rilasciate; attenzione dunque: dichiarare il falso è un reato. E verranno fatti controlli: una quota tra il 5 e il 20 per cento dei beneficiari sarà estratta a sorte per le verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni. Si tratta del resto «di risorse importanti – commenta il presidente del Coeso Società della Salute Giacomo Termine – che speriamo possano essere d’aiuto alle persone che in questo momento hanno bisogno di sostegno economico per vivere».
AL SUPERMERCATO
I buoni spesa potranno essere utilizzati negli esercizi che vendono beni di prima necessità che si saranno resi disponibili rispondendo a avvisi pubblicati dai Comuni. Il comune di Grosseto, per esempio, il 31 marzo aveva già pubblicato l’avviso sul proprio sito web alla sezione novità, scorrendo la home page. «È stato un grande lavoro svolto in tempi record dagli uffici comunali e dell’assessora al sociale Mirella Milli», nota il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. E, per esempio, anche il comune di Scarlino il 31 marzo aveva già predisposto l’avviso di manifestazione di interesse rivolto agli esercenti del settore alimentare (Covid-19 Avviso esercenti generi alimentari”, scorrendo la home page del sito del Comune).
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