Ecco l’associazione Partite Iva Il suo simbolo è un’ape arrabbiata
Per la zona sud della Maremma il coordinatore è Alessio Cagnoli Sono 634 e vogliono far sentire la loro voce su sprechi e tasse
L’INIZIATIVA
Una grossa ape nera e gialla piuttosto arrabbiata e piena di muscoli pronta al combattimento. È questo il simbolo scelto da Apit (associazione partite Iva Toscana). Per la zona sud della Maremma il coordinatore provinciale è Alessio Cagnoli, imprenditore orbetellano. «Siamo partiti come un gruppo Facebook – spiega Cagnoli – ma poi il numero di coloro che hanno aderito è cresciuto talmente tanto che abbiamo deciso di costituire una vera e propria associazione».
Tutto nasce dall’idea di Massimo Gervasi, di Arezzo. Lo scopo dell’associazione è quello di far sentire la voce delle partite Iva. Il gruppo conta già 32mila iscritti in Toscana, 634 solo nella zona sud della provincia di Grosseto. «Vogliamo far sentire la nostra voce – dice l’orbetellano – ed eravamo pronti a scendere in piazza prima che l’emergenza Covid 19 fermasse ogni assembramento. Non appena sarà possibile torneremo a farlo». Non hanno una connotazione politica, anzi, vogliono rimanere anche fuori da ogni strumentalizzazione politica. Per il momento vogliono solo gridare alle istituzioni locali che ci sono. «Un grido che non deve essere ascoltato solo dal Governo centrale ma anche dai sindaci che al momento sembrano lontani dal capire le nostre esigenze, le nostre difficoltà e soprattutto ora ci sono distanti». L’associazione è aperta a tutti. «Non serve una partita Iva per farne parte – aggiunge Cagnoli – le difficoltà che affronta un’azienda è la stessa della casalinga che è moglie di una partita Iva. Noi abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a farci sentire e siano pronte a scendere in piazza».
Apit offre assistenza legale, accesso al credito, un call center al quale potersi rivolgere in caso di dubbi di qualunque tipo. Il popolo dei liberi professionisti ha un elenco lunghissimo di rivendicazioni: la riduzione spesa pubblica e gli sprechi, del prelievo fiscale e contributivo al 30-35 % globale per le imprese di ogni categoria, con minimo fisso; l’abolizione studi di settore; la revisione dello statuto del contribuente e la sua effettiva applicazione; il reddito minimale imprese per 15-20mila euro per un periodo di 2 anni da integrare in caso di mancato raggiungimento a carico dello Stato e tanti altri punti. —I.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
