Coppia maremmana bloccata a Sharm el-Sheikh: «Impossibile rimpatriare»
Una coppia di Castel del Piano chiede aiuto dall’Egitto dove era in vacanza: «Il coprifuoco ci impedisce di raggiungere l’aeroporto del Cairo per il volo»
GROSSETO. Un gruppo di italiani fra cui due persone di Castel del Piano, Lili Pasqui e il marito Omero Bovini, sono bloccati a Sharm el-Sheikh adesso in regime di coprifuoco. «Siamo qui a Sharm el-Sheikh e non possiamo tornare in Italia. Sembra di vivere un incubo».
La coppia, che abita a Castel del Piano e che possiede una casa a Sharm dove era arrivata da Roma con volo Neos il primo marzo, è bloccata in Egitto ed è impossibilitata a rientrare e chiede aiuto al Tirreno per diffondere il suo sos.
Ma non c’è soltanto la coppia castelpianese, ma anche turisti di molte parti d’Italia che per adesso restano bloccati in Egitto. Altri si stanno attrezzando per rientrare in Maremma dalla Spagna, Paese nel quale la situazione è improvvisamente precipitata con un aggravamento del bilancio di positività e di vittime.
«Dovevamo rientrare da Sharm el-Sheikh il 29 marzo – spiega Lili Pasqui al Tirreno – ma il nostro volo è stato annullato. La settimana scorsa fummo contattati dall’Ambasciata italiana perché potessimo aderire al volo di rimpatri Alitalia che sarebbe partito dal Cairo. Ieri sera (martedì 24 marzo, ndr) l’ambasciata ci ha mandato una mail specificando l’orario di partenza dalla capitale egiziana: giovedì mattina alle dieci. Purtroppo, però, non ci sono collegamenti aerei né collegamenti via terra fra Sharm e il Cairo che distano fra loro ottocento chilometri. E quegli ottocento chilometri è impossibile percorrerli perché Sharm è blindata con coprifuoco dalle sette di sera alle sei del mattino. Dunque i collegamenti via terra sono interrotti e l’aeroporto è chiuso. Per cui io e mio marito siamo rimasti qui, ma non so quante altre persone vi siano nelle nostre condizioni. Non sappiamo quantificarle. Certamente parecchie».
Lili insomma sta cercando una soluzione per sé ma anche per i tanti altri italiani che in questo momento si trovano nella sua difficile situazione. Trovare una via di uscita, in ogni caso, non sembra per niente facile.
« Adesso – continua la donna – dai villaggi è sconsigliato uscire, non si incontra gente, è pericoloso. Domani e dopodomani il Consolato è chiuso ma domenica vado a chiedere se il console mi dà il numero della gente rimasta in zona così che sia fatto di tutto per venirci a prendere. So di persone che sono arrivate da Roma, da Bari, dal Veneto, ma non so se ve ne siano altri e quanti siamo in queste condizioni. È un incubo. Io mi sarei organizzata anche con un’auto e un autista per raggiungere il Cairo via terra ma non si può per il coprifuoco cominciato oggi. Chiediamo che qualcuno faccia qualcosa. Vi prego, aiutateci». —
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