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Grosseto

il caso 

Pian d’Alma, bruciati dal gelo carciofi, fave e primizie

F.F.

Il grido d’allarme dall’azienda Bartoli Andrea che, come tante altre, ha visto rovinati i propri campi «Non resta che lavorarli»

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pian d’alma

Uno scenario desolante. Campi coperti di brina e, sotto la brina, carciofi, fave e gemme di frutta completamente bruciati dal freddo.

È stato un risveglio amarissimo quello di ieri in Pian d’Alma, località che segna il confine tra i comuni di Castiglione della Pescaia e di Scarlino.

Qui, come in altre zone della provincia di Grosseto, l’agricoltura ha avuto una pesante batosta arrivata nelle scorse notti e, in particolare, in quella tra lunedì e martedì. Una batosta provocata dalla micidiale accoppiata di freddo intenso piombato d’improvviso dopo un periodo di temperature tiepide e primaverili che avevano incoraggiato le piante a risvegliarsi e a osare i primi frutti.

«Un disastro», dice senza mezzi termini Loriano Bartoli, il cui figlio, Andrea, è titolare dell’azienda agricola Bartoli Andrea che si trova proprio in Pian d’Alma.

«Il gelo ha bruciato tutti i baccelli – dice Loriano –. Li abbiamo già trinciati e domani (oggi per chi legge) lavoreremo il campo. Ne avevamo fatti 3mila metri quadrati. Ma è andata peggio a mio fratello, che ne aveva piantati quattro ettari». Tutto da buttare.

Il freddo però non si è fermato qui. «Ha rovinato anche tutte le varietà precoci di albicocche e pesche – prosegue Loriano –. In generale è davvero un disastro e stimiamo molte migliaia di euro di danni».

Le immagini che Loriano invia dai campi di Pian D’Alma sono desolanti. Foglie ammosciate, ortaggi anneriti, il lavoro frutto di tanta fatica buttato via. E, con esso, buttati via tutti i guadagni, ancor prima di vederli.

La situazione è simile in tutta la provincia. E, se per i consumatori significa rinunciare a ortaggi tipici della primavera, per gli agricoltori è una vera mazzata e rende ancora più difficile la situazione che stanno vivendo in questo periodo, già colpito da tutte le complicazioni che l’emergenza sanitaria per il coronavirus ha provocato anche a questo settore. —

F.F.



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