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L’imprenditrice: «Abbiamo avuto paura, ma dobbiamo guardare avanti»
Grosseto: Edilcommercio aveva riorganizzato l’intera attività di vendita per rispettare le norme anti-coronavirus, ma il decreto firmato dal premier nella serata di domenica 22 marzo rimette tutto in discussione.
GROSSETO. Non erano preparate: chi, del resto, poteva immaginare una simile rivoluzione della quotidianità? Ma di slancio si sono attrezzate: bisogna fare di necessità virtù. Tre sorelle, tre imprenditrici. Sono Rosalba, Isabella e Luana Greco, titolari di un’impresa commerciale il cui marchio è impresso da oltre 60 anni nel lavoro di tanti grossetani: di chiunque chieda pane al cemento e al mattone. Via Castiglionese 54: è qui che ha sede la Edilcommercio, che con i suoi materiali rifornisce chi nell’edilizia costruisce e ristruttura. L’emergenza per contenere il contagio da coronavirus ha costretto le tre sorelle a cambiare radicalmente – e alla svelta – le modalità di lavoro. La Edilcommercio fino a ora è rimasta aperta, pur con orari ridotti e con un numero inferiore di dipendenti in sede e – soprattutto – con misure che assicurino le distanze di sicurezza sia per gli addetti che per i clienti. Ora, però, l’ultimo annuncio del premier Conte – giunto all’Italia nella tarda serata di sabato 21 marzo – potrebbe rimettere tutto in discussione: aperte potranno rimanere solo le attività considerate essenziali. Il dettaglio di quali siano è stato inserito nell’ultimo decreto del presidente del consiglio firmato nella tarda serata di domenica 22 marzo.
CHI SIAMO, COSA FACCIAMO
«Noi riforniamo il comparto degli artigiani edili – dice Rosalba Greco – Se noi chiudiamo, loro sono costretti a fermarsi. Vero è che il lavoro sta rallentando, ma chi lavora nell’edilizia sta tentando di portare a conclusione i lavori iniziati». Così fino a ora la Edilcommercio è rimasta aperta per consentire agli artigiani edili di procedere con i cantieri. E, dopo essersi messa in regola con le restrizioni vigenti, anche per guardare al futuro: sono 25 i dipendenti. Attività commerciale all’ingrosso e al dettaglio, vende articoli che il Decreto del presidente del consiglio dei ministri dell’11 marzo – l’atto che ha blindato tutto il Belpaese– aveva inserito tra quelli di prima necessità: chi vende queste tipologie merceologiche è rimasto aperto non tanto per il diritto a dare ossigeno al proprio business (sacrosanto per tutti nella normalità, ma secondario in questa emergenza) quanto per il dovere di garantire un servizio. Ed ecco come la Edilcommercio è stata riorganizzata.
LA RIVOLUZIONE
Sono state chiuse le show room di Grosseto e di Follonica che servono il cliente privato, “casalingo”. È stato ridotto l’orario di apertura, dalle 7,30 alle 12,30 (quello consueto era dalle 7 alle 12,30 e dalle 14 alle 18,30). È stato incentivato il lavoro agile per limitare il numero di dipendenti che hanno accesso agli uffici: «Chi ha potuto – spiega Rosalba – si è collegato da casa per mettere a punto, per esempio, i “preventivi”; ma non tutte le attività d’ufficio si possono svolgere con facilità da casa». Chi è rimasto al lavoro è tutelato: indossa mascherine e guanti, e sono state previste “corsie” per cui viene rispettata la distanza di sicurezza di un metro. I clienti possono entrare tre/quattro alla volta, dato che i locali sono molto ampli. E l’accesso al piazzale è stato “contingentato.
E ADESSO?
Rosalba sospira: «Le ripercussioni si vedranno nei prossimi mesi – dice – Adesso si vive sulla scia dei mesi precedenti»; e pensare che propria tra gennaio e febbraio, Edilcommercio aveva riscontrato un timido risveglio del comparto locale dell’edilizia. Al mattino è Rosalba che fa il giro: del piazzale, degli uffici, del negozio e controlla che tutte le prescrizioni siano rispettate: «Sa com’è… – confessa – sono sempre stata io quella con un po’ più di carattere». E oltre a monitorare, Rosalba cerca anche di tenere il morale alto. Ha paura l’imprenditrice? «All’inizio ne avevamo molta – rivela – qui abbiamo 25 dipendenti. E abbiamo dettato regole rigide. Ma si deve andare avanti», conclude ferma. Ed ora? Alla Edilcommercio non resta che scandagliare l’ultimo decreto e comportarsi di conseguenza.
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