Il presidio
Questo taglio è un attentato, ha ragione Giulianotti
Vorrei ringraziare, attraverso il vostro giornale, il prof. Giulianotti che, con la sua bellissima lettera, ha dato voce a tutti quei grossetani che come me non hanno trovato le parole per esprimere il proprio dissenso di fronte allo scriteriato taglio dei pini di via Mascagni. Uno scempio che ridurrà la strada a una pista dove veicoli e motorini potranno finalmente sfrecciare a loro piacimento creando situazioni di grave pericolo!
Sin dai primi del ‘900, quando la città ha iniziato a crescere fuori dalle mura, gli alberi e i viali alberati erano ritenuti requisito indispensabile per i nuovi quartieri. Gli alberi hanno permesso agli abitanti di sopportare prima le febbri malariche (viale Matteotti con la sua doppia fila di platani era la passeggiata approntata e consigliata per respirare aria buona) e poi le caldissime estati maremmane. Col passare del tempo proprio gli alberi hanno contribuito a rendere Grosseto una città attraente, pur non essendo una città d’arte, per turisti e per tutti quei lavoratori che una volta arrivati qui sono rimasti.
Sono una maremmana di ritorno perché, dopo aver vissuto in città i miei primi 23 anni, ho abitato fuori per quasi 40, ma qui hanno sempre vissuto i miei e qui ho scelto di tornare. Ora che le mura – giardino sono trasandate e in stato di abbandono, ora che il solo bel verde della città è rappresentato dai suoi meravigliosi pini, ritengo che questo taglio sia un vero attentato alla bellezza e alla vivibilità di Grosseto. —
Cristina Camozzi
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