Il Tirreno

Grosseto

«Offeso su Facebook dopo il mio post Querelo tutti quanti»

A.F.

Azzi, segretario della Lega a Follonica, ricostruisce l’episodio del frutta e verdura 

3 MINUTI DI LETTURA





la storia

Il segretario del Carroccio sul golfo legge il commento testualmente. «A Follonica un consigliere leghista è uscito di casa ed è andato a filmare un negozio di frutta e verdura gestito da stranieri che secondo lui non rispettava le regole. Epilogo: il negozio le regole le rispetta, lui è stato denunciato per essere uscito di casa non avendo la giustificazione». Commento che ha circolato sui social, dove poi è partita tutta questa vicenda. Il leghista in questione è Roberto Azzi, segretario della sezione follonichese, e la vicenda è quella del suo post pubblicato su Facebook. «Post per cui mi sono già abbondantemente scusato – rimarca Azzi – ma che ha anche portato a offese incredibili: queste persone avranno delle querele perché tutto ciò non corrisponde alla realtà». Per il leghista è l’occasione per tornare a ripercorrere la vicenda. «Stavo andando al lavoro perché facendo il dentista devo occuparmi di tutte le urgenze a cui non posso rinunciare – dice – non posso lasciare le persone a cui ho iniziato il lavoro con problemi in bocca». Azzi lo studio ce l’ha in via Roma, in pieno centro cittadino, e nel tratto che lo divide con casa sua è presente questo negozio di ortofrutta. «Ho visto questo negozio che esponeva la frutta e verdura sul marciapiede e sono trasalito», continua Azzi, parlando di «rischio inquinamento». «Quello della gente che passa e magari parla e con alito e saliva e può contaminare frutte e verdura lì esposta – specifica – Tutto questo è fuori controllo». Da qui è nata la foto poi pubblicata su Facebook. «Sia per la mia professione, che vuole ambienti più sterili possibili – continua il leghista – sia come cittadino mi sono alterato ed è venuto fuori questo post». Post in cui Azzi, sotto alla foto della frutta e verdura esposta sul marciapiede, ha chiesto polemicamente come mai la municipale non intervenisse. Immediata è stata la reazione del commissario Alessandro Tortorella, che si è detto indignato prendendo le difese della municipale in un momento così delicato. Azzi si è scusato pubblicamente sia con Tortorella sia con la municipale e la faccenda sembrava finire lì. Invece, ci sono stati questi commenti sui social per niente piaciuti al segretario. «Non corrispondono a realtà – dice – Stavo andando al lavoro con l’autocertificazione e nessuno mi ha denunciato». E il fatto che il negozio sia gestito da stranieri? «Non c’entra nulla, il fatto è che è nel tratto per arrivare allo studio – dice Azzi – Lo stesso problema e gli stessi controlli devono esserci per tutti negozi simili, che siano gestiti da stranieri, italiani o leghisti». L’allestimento del negozio è stato comunque tolto dal marciapiede. «Ringrazio il commissario e i vigili che hanno fatto togliere frutta e verdura – dice Azzi – a testimoniare che quanto ho detto, sbagliato nei modi, era giusto nei contenuti. C’è una sentenza, del resto, che dice la messa in commercio di frutta e verdura all’aperto posta ad agenti inquinanti comporta violazione all’obbligo di garantire l’idonea conservazione delle sostanze alimentari». Ma è il contesto, dice il leghista, che obbliga a tenere alta la guardia. «Se vogliamo vincere questa pandemia, occorre che tutti rispettino le regole imposte dall’alto», dice. — A.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino