Il Tirreno

Grosseto

la testimonianza 

«Andare in piscina? No, piccola, non si può»

P.S.

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«Ma non si va in piscina?». No, piccola, non si va in piscina. E non si fanno nemmeno tutte le altre attività alle quali eri abituata. Katia (il nome è di fantasia) è un’adolescente con gravi problemi di handicap che vive a Grosseto. Per lei, come per tutti, c’è l’obbligo di restare a casa. Ma per lei, come per tanti nelle sue condizioni, ci sarebbe anche bisogno di uscire. «Se è possibile farlo per i cani...», dicono i familiari. Provocazione che si affianca alla rassegnazione: «No, in questi giorni non siamo usciti. Lo abbiamo fatto per prudenza, per non dover affrontare eventuali situazioni spiacevoli: lei è qui a casa, che per fortuna è abbastanza grande, si sposta dal terrazzo alla camera, guarda i cartoni animati, adesso in tv c’è George».

I contatti con l’esterno sono cambiati: «Coeso, come tutti sanno e com’è giusto, non manda più gli assistenti sociali da più di una settimana. Le insegnanti telefonano, mandano schede più o meno tutti i giorni. Mandano anche video: lei li guarda, ma gli esercizi qui con noi non li fa. Non è la stessa cosa...»

La famiglia ha scritto al sindaco, chiede cosa è possibile fare, come comportarsi. «Io cerco di non farle venire nemmeno l’idea di uscire: la lascio con le calze antiscivolo, le scarpe le ho fatte sparire, almeno questo automatismo non le scatta. Ma così è dura, è durissima. Se saremo alla disperazione, usciremo: sarà l’ultima carta che ci giocheremo...» — P.S.

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