Il Tirreno

Grosseto

«Vogliamo poter spendere i soldi nelle nostre casse»

Enrico Pizzi
«Vogliamo poter spendere i soldi nelle nostre casse»

L’assessore Cerboni giudica insufficienti per gli enti locali le misure del decreto «Il Governo ci ha abbandonato a rispondere da soli alle esigenze dei cittadini» 

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«Un decreto con misure insufficienti per famiglie e soprattutto per le partite Iva, ma gravemente insufficiente per gli enti locali per i quali si prevede solo lo slittamento dell’approvazione dei bilanci».

Questo il giudizio dell’assessore al bilancio del Comune di Grosseto Giacomo Cerboni sul decreto “Cura Italia” che avrebbe voluto che da subito si pensasse anche ai Comuni che, per prossimità e per i servizi, sono gli enti più vicini ai cittadini. «Non vogliamo soldi dal Governo – precisa – ma almeno la possibilità di spendere quello che già abbiamo». Il Comune di Grosseto, tra “vecchi” oneri di urbanizzazione, al momento praticamente congelati e accantonamenti come quello per i rischi sui crediti non riscossi, avrebbe a disposizione una somma di circa 10 milioni di euro che, se venisse liberata, potrebbe servire non solo per la spesa corrente, ma anche per investimenti in opere pubbliche. Invece, ci sarà da aspettare un nuovo provvedimento del Governo e non è dato sapere se arriverà a soddisfare questo tipo di richiesta e se introdurrà misure sulla fiscalità locale che consentano ai Comuni di andare incontro ai cittadini.

L’assessore Cerboni, dunque, denuncia il fatto che nel decreto legge oltre a qualche buona misura pensata per famiglie e imprese, e si tratta prevalentemente di rinvii di scadenze, c’è ben poco per gli autonomi, ma soprattutto si prevede solo «qualche striminzita misura per i Comuni, che il Governo ha abbandonato, con assoluta irresponsabilità e leggerezza, a rispondere da soli alle primarie esigenze dei cittadini». Cerboni sottolinea che «Questo decreto si è limitato a differire di qualche settimana l’approvazione dei bilanci, non è entrato sul rinvio dei tributi, non ha previsto alcun forma di ristoro delle minore entrate comunali che necessariamente si verificheranno», oltre che dei costi, per interessi passivi, che dovrà sostenere ogni Comune che ha fatto slittare il pagamento dei tributi. Le casse del Comune di Grosseto rischiano di andare in sofferenza, perché con l’economia ferma, anche il pagamento dei tributi sarà ridotto. Basti pensare all’imposta di soggiorno che il Comune non potrà riscuotere per mancanza di turisti. «Hanno annunciato che ci sarà un provvedimento – dice Cerboni – ma noi avevamo bisogno subito, in questo momento: insieme al provvedimento che hanno fatto per primo, il “Cura Italia”, avevamo bisogno anche di misure specifiche sui Comuni. questo è un grave errore, non solo un errore, ma un fatto grave che mette in difficoltà le amministrazioni comunali, non solo il Comune di Grosseto». —

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