Il Tirreno

Grosseto

la protesta 

Levata di scudi di sette sindaci «Nuovi posti a Castel del Piano»

Fiora Bonelli

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Sette sindaci per un ospedale. I sindaci dei sette comuni dell’Unione comunale Amiata grossetana alzano gli scudi a difesa del nosocomio di Castel del Piano e chiedono che vengano immediatamente creati nuovi posti letto, utilizzando non solo gli spazi adibiti in passato a degenza e oggi chiusi, ma anche ristrutturando in tempi brevissimi quelle stanze adesso adibite ad ambulatori e inutilizzate o sottoutilizzate.

Una presa di posizione forte e mai sperimentata in precedenza in maniera così compatta e incisiva, che vede le firme di tutti i primi cittadini di Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano, Roccalbegna sotto a un documento inviato il 13 marzo all’attenzione del direttore generale dell’Asl Toscana sud est Antonio D’Urso.

«L’ospedale di zona di Castel del Piano – gli scrivono i sindaci – nonostante costosi interventi di restyling succedutisi negli anni, ha in concreto perso la sua capacità di essere un luogo di ricovero e cure secondo standard sanitari adeguati. Su tre piani adibiti in passato a degenza, solo uno, ora, è funzionante. Vista la drammatica evoluzione della pandemia da Covid-19, i sindaci dell’Unione dei comuni Amiata grossetana invocano di conoscere con tempestività, la pianificazione delle implementazioni di presidi sanitari che l’Azienda sanitaria ha, auspicabilmente, in cantiere, per fronteggiare la pandemia».

I sindaci chiedono inoltre di prevedere in tempi brevi la ristrutturazione, a fini sanitari e di degenza, degli spazi attualmente usati come uffici e ambulatori e, comunque, inutilizzati o sottoutilizzati.

Data l’urgenza della situazione, i primi cittadini chiedono una «immediata risposta» da parte del direttore.

Una presa di posizione dura, che mette a nudo, finalmente, con il pugno istituzionale, le condizioni in cui versa l’ospedale per il quale sono stati spesi fior di milioni e che, però, si è visto chiudere reparti e diminuire drasticamente posti letto, restringersi le prestazioni ambulatoriali e della radiologia, per non parlare del laboratorio analisi ridotto ai minimi termini.

La fotografia dello stato dell’ospedale è stata scattata di recente dall’Unione sindacale di base che aveva programmato per ieri un presidio davanti al nosocomio. La manifestazione è stata rimandata a causa delle disposizioni del decreto della Presidenza del consiglio per fronteggiare il coronavirus, ma «non è certamente cancellata; si farà in seguito» avvertono dal sindacato. Che aveva, praticamente, dettagliato quanto i sette sindaci oggi sottolineano, facendo riferimento in particolare al drastico ridimensionamento dei posti letto. E ce ne sono ben 14 ospitati dal reparto di medicina di recente ristrutturato e poi inspiegabilmente chiuso senza che nessuno abbia potuto fare nulla per rimetterlo in funzione. Adesso la speranza comune è che ce la faccia la forza compatta di sette sindaci e l’urgenza di reperire letti a causa del coronavirus. —

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