Sindaco e assessori in quarantena Vivarelli Colonna: «Solo per cautela»
Hanno avuto contatti con una persona che poi è risultata essere stata contagiata dal Covid-19. I messaggi via Facebook
Aveva fatto appena in tempo a registrare il messaggio diffuso per le strade della città dai mezzi della polizia municipale – con cui invitava i cittadini a stare a casa – quando il sindaco di Grosseto ha ricevuto un’ordinanza dell’Asl che in casa ha rinchiuso lui e la sua giunta.
Da ieri, infatti, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e i suoi assessori sono sottoposti alla misura dell’isolamento volontario fiduciario perché il sindaco e alcuni componenti della giunta, la scorsa settimana, sono entrati in contatto con un caso che, successivamente, è risultato positivo al tampone del coronavirus, seppure ancora in attesa di conferma da parte dell’Istituto superiore di sanità.
Intanto, però, il sindaco è stato sottoposto a tampone e sta attendendo il risultato del test, mentre gli assessori, come spiega l’assessore allo sport Fabrizio Rossi in un post su Facebook e come conferma anche l’assessore alla polizia municipale Fusto Turbanti, stanno ancora aspettando di essere sottoposti al tampone. Non è escluso che gli assessori che non hanno partecipato all’evento in cui era presente il soggetto che si è rivelato poi essere stato contagiato possano essere “liberati” dal vincolo dell’isolamento fiduciario.
«Nessuno presenta sintomi – scrive Vivarelli Colonna sul suo profilo istituzionale – si tratta di una misura cautelare presa da chi governa responsabilmente».
Il fatto che si stato sottoposto al tampone nonostante la mancanza dei sintomi tipici provocati dal coronavirus dipende dal fatto che è stata adottata una procedura speciale che si applica agli operatori sanitari e agli operatori dei servizi pubblici essenziali.
Particolarmente preoccupato, per questo stop forzato, è l’assessore alla polizia municipale Turbanti. Assessore operativo, Turbanti spiega che il medico del lavoro ha sollevato il problema del personale della municipale che per motivi di età, correlati o meno a motivi di salute, o anche per i soli motivi di salute, non dovrebbe essere impiegato in un momento in cui si lotta contro un’epidemia. «Gli ultrasessantenni e quelli che hanno problemi di salute – spiega Turbanti – debbono stare a casa, rischiamo di essere decimati». Su un’ottantina di persone, infatti, potrebbero essere tra i 15 e i 20, infatti, gli agenti fuori gioco in questo frangente e per i quali l’amministrazione sta pensando a forme di telelavoro. Forze di cui ci sarebbe bisogno sulla strada e negli uffici, ma che dovranno restare casa.
E Turbanti spera di poter tornare al pezzo quanto prima. «Anche solo – dice – per dare una mano a chi sta facendo un grande lavoro in questi giorni». —
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