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I letti in sub intensiva scatenano la bufera

Giulia Sili
I letti in sub intensiva scatenano la bufera

Il Pci attacca Giuntini, il sindaco risponde per le rime: «Nel 2011, il segretario Fedeli era il plenipotenziario della sanità»

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massa marittima. La terapia subintensiva, oggi assente nell’ospedale di Massa Marittima, è un argomento molto caldo e non si ferma il botta e risposta tra Il Pci delle Colline Metallifere e il sindaco Marcello Giuntini. «Quei posti di subintensiva dovevano essere potenziati ed invece sono stati soppressi, insieme a 40 posti letto ordinari – aveva affermato nei giorni scorsi il Pci – L’alternativa? Il nulla». E continuavano: «Quei letti di subintensiva sarebbero stati utili oggi per il virus ma servirebbero anche a necessità collegate a situazioni sanitarie diverse».

Il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini aveva però ricordato che nel 2011, quando sono stati fatti molti tagli alla sanità e nell’ospedale massetano, il presidente della società della Salute era proprio Luciano Fedeli, oggi segretario del Pci: «Il taglio è del 2011 (e non lo dico solo io ma anche un medico del pronto soccorso di quegli anni) e nel 2011 il plenipotenziario della sanità nell’area nord, nonché presidente della Sds era l’attuale segretario provinciale del Pci. Le conclusioni sulla credibilità di quel partito le traggano i lettori».

La risposta, al veleno, del Pci non si è fatta attendere: «Non recita mai un “mea culpa” il sindaco Giuntini – dice il Pci – Nei suoi confronti è severamente vietato criticare, mettere in evidenza errori, attribuire le scelte negative che oggi presentano il conto alla nostra comunità. Tutto quanto fatto di sbagliato è frutto di altri, lui non c’era e se c’era si asteneva».

Il Pci afferma poi che i tagli sono arrivati dopo il 2011: «Sulla sanità i fatti raccontano altro – dice il Pci – Nel luglio del 2013, il giorno 23, nella sala giunta del comune di Massa, veniva sottoscritto un Patto Territoriale. Giuntini era presente e firmava insieme a tutti gli altri. In quel patto non vi è nessun riferimento al taglio dei posti di sub-intensiva, anzi veniva riportato che i posti presenti nel 2008, dovevano essere messi in relazione alle attività delle specialistiche e non soppressi. Sempre in quel Patto Territoriale veniva determinata in 116 la dotazione dei posti letto del Sant’Andrea. Dal 2014 sono stati progressivamente soppressi, così come non si paventava nessun spostamento dell’unità operativa complessa di pneumologia, riferimento per tutta la Asl di Grosseto e per altri territori che nella sua consiliatura veniva declassata in semplice con perdita di posti letto e prestazioni».

E Fedeli, dalla sua, afferma: «non sono più amministratore dal 2014 e dal 2015 ho lasciato il Pd. Uno dei motivi è proprio rappresentato dal fatto che non condividevo e non condivido oltre alle scelte politiche generali, anche la macelleria sociale messa in atto dal Pd in questi anni». —

Giulia Sili

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