Il Tirreno

Grosseto

misure di contenimento 

L’Asl si organizza e autorizza i suoi dipendenti a lavorare da casa

Lina Senserini

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grosseto. Il “lavoro agile”come misura di contenimento della diffusione del coronavirus. La Asl sud est si riorganizza, oltre che per i servizi sanitari e i percorsi assistenziali, anche per le attività amministrative, consentendo ai propri dipendenti di lavorare da casa. Ovviamente, è escluso da questa possibilità il personale addetto ai servizi sanitari e socio-assistenziali e chi necessità di strumentazioni che non possono essere utilizzate fuori dall’ufficio. Lo stabilisce la delibera del direttore generale numero 293 del 6 marzo, con la quale viene autorizzato l’accesso semplificato al cosiddetto smart working, già attivato da alcuni anni in azienda solo per casi limitati e con procedure più restrittive per l’accesso.

Per fronteggiare la diffusione del Covid-19, infatti, tra le diverse direttive ministeriali che si sono succedute da quando è esplosa l’emergenza, ci sono anche quelle che danno indicazioni su una diversa organizzazione del lavoro e, nel caso delle pubbliche amministrazioni, invitano «a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso, con riferimento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro», si legge nella delibera. Nella Asl sud est, il funzionamento è semplice. Il dipendente che ha i requisiti per lavorare da casa, fa richiesta per avere accesso ai programmi da remoto e entra nel sistema con le proprie credenziali.

Le attività sono tracciabili e l’orario non è strettamente vincolato alla timbratura, come avviene in ufficio, ma il lavoro si svolge per obiettivi e progetti. Inoltre, in questa fase di emergenza, i direttori di unità operativa, possono autorizzare l’accesso allo smart working, anche in assenza di accordi specifici, nel caso di lavoratori con particolari patologie che li rendono maggiormente fragili ed esposti rispetto al contagio, oppure che usano i mezzi pubblici per raggiungere l’ufficio, le persone che lavorano in luoghi molto affollati o che hanno particolari esigenze familiari. La decisione della direzione aziendale è stata accolta con molto interesse dai dipendenti, spiegano dalla Asl, ci sono già molte richieste e si prevede un incremento significativo del numero di lavoratori che sceglieranno di svolgere le proprie mansioni da casa. E se la cosa funzionerà bene, senza intaccare la qualità dei servizi e del lavoro, non è escluso che, una volta terminata l’emergenza, questa modalità possa essere resa più facilmente accessibile e meno restrittiva in via permanente. –

Lina Senserini

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