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Volontari scendono in campo per portare la spesa agli anziani
Il servizio Coop è momentaneamente sospeso a tutela della salute di tutti ma c’è chi si fa avanti per soddisfare le necessità di chi è solo e deve stare a casa
Il volontariato ai tempi del coronavirus è una realtà in divenire; se da una parte c’è chi sceglie di fermare per un periodo la propria attività, dall’altra nuove leve si stanno mettendo a disposizione per dare una mano ai chi ne ha più bisogno: gli anziani prima di tutto.
Tutte le iniziative sono ovviamente rispettose delle misure contenute nel decreto del presidente del consiglio del 4 marzo, emanato con lo scopo di contenere il contagio da coronavirus. Il decreto invia anche una raccomandazione a tutte le persone anziane, con patologie croniche o con poche difese immunitarie: evitare di uscire dalla propria abitazione se non per stretta necessità e evitare luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Ma se si è anziani e non si ha nessuno che può darci una mano con la spesa alimentare o con gli acquisiti necessari può essere un problema. A questa evenienza hanno pensato i membri del gruppo “Ci pensiamo noi”, nato per occuparsi di attività di volontariato nella città del Golfo. In particolare è stata l’ex assessora Mirjam Giorgeri a farsi avanti per organizzare un gruppo che si possa occupare della spesa a casa per gli anziani.
«Prima ho coinvolto gli anziani del mio palazzo chiedendo se avevano bisogno – dice Giorgieri – e poi ho chiesto al gruppo “Ci pensiamo noi” di diffondere la voce per dare una mano gratuitamente a chi in questo momento è in difficoltà. Gli anziani non possono uscire e non tutti hanno una famiglia alle spalle che può pensare alle loro esigenze».
L’iniziativa andrebbe anche a sostituirsi alla sospensione di “Ausilio per la spesa”, il servizio di Unicoop Tirreno che da molti anni nella città del Golfo e in altre zone della Toscana si occupa di portare a casa (gratuitamente) la spesa agli anziani e ai disabili che vivono soli. Il servizio viene portato avanti dai soci Coop attivi, che si prendono in carico la spesa a domicilio. In questo momento molte persone, però, non se la sentono di esporsi: i volontari che portano la spesa a domicilio sono per la maggior parte persone di una certa età che devono quindi, come da direttive ministeriali, limitare al minimo l’esposizione al possibile contagio. E così la soluzione più saggia è sembrata quella della momentanea sospensione del servizio.
«La paura del contagio c’è – spiegano fonti della cooperativa – e non possiamo biasimare nessuno». I volontari perciò telefoneranno a tutti coloro che da anni si appoggiano al servizio e sentiranno quali sono le esigenze reali per trovare una soluzione in caso di necessità assoluta, anche sentendo il parere della Asl. –
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