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Banchi deserti e incassi ridotti a un terzo La paura ha svuotato anche il mercato
Nel consueto appuntamento del giovedì, ieri gli ambulanti hanno lamentato il crollo degli introiti. C’è chi non ha guadagnato un euro
affari in tilt
Il mercato come non l’abbiamo mai visto. Lo spettro del Coronavirus ha svuotato ieri anche piazza Esperanto, a Grosseto dov’era in programma il consueto appuntamento con gli ambulanti. Mercato semideserto e affari ridotti all’osso: uno scenario quasi surreale.
Amarezza e nervi tesi i sentimenti dominanti, oltre alla speranza che la situazione torni presto alla normalità, perché «sennò ci tocca mandare a casa i dipendenti». Lo teme la titolare di un banco di carne e salumi.
I punti solitamente affollati e in cui ogni giovedì si fatica a passare erano per la maggior parte liberi, vuoti. Pressoché sgombera la curva, intorno alle 12 a lato della pizzeria Pappagone che vira verso la scuola di piazza de Maria. Clienti centellinati un po’ dappertutto.
Maria Pia Segreto ha un banco di vestiti e per tutta la mattina non ha incassato un euro. Nessun cliente, collane e vestiti sempre al loro posto. Niente di niente. Un pianto. «In questi periodi facevamo poco ma oggi nemmeno quello - dice - La gente sembra che abbia paura a uscire di casa».
Alessandro Aulisio, dietro al suo banco di vestiti, sta sistemando le sue cose in buon ordine. Rassetta la merce, entra ed esce dal furgone con qualche busta in mano «Questo – dice – dal mio punto di vista è il primo giovedì di crollo: giovedì scorso era normale. Oggi è diverso. Quanto abbiamo venduto? Non saprei dire perché non ho controllato, ma credo la metà della settimana scorsa. Ho sentito parecchia gente in giro lamentarsi che non va bene. Ho sentito che protestava il titolare del banco, laggiù, della “porchetta”: provate a sentire anche loro...».
E in effetti i diretti interessati confermano. Troviamo là Maria Chieffo. Il suo banco solitamente affollato è deserto. «Siamo rovinati, qua se non cambia qualcosa si muore, l’economia va a rotoli. Io ho 9 dipendenti, mi toccherà mandarli a casa. Come si fa sennò? Oggi è stato il crollo totale, per un caso di virus che la gente ha letto guardi cosa succede. Pensi che noi oggi abbiamo fatto un quarto di mercato normale. La gente non esce».
Maria arriva da Venturina terme, salumificio Patrone. «È già una settimana che risentiamo di questa situazione - insiste - ma oggi è tremendo. Qui è 10 giorni che non si fa altro che parlare di questa cosa, la gente ha paura. Noi a quest’ora avevamo la fila fino a laggiù (indica, ndr) e invece oggi guardate che deserto. Giorni fa la gente ha anche svuotato gli scaffali ai supermercati, ha fatto scorta di generi alimentari come fosse la terza guerra mondiale. Poi le raccomandazioni agli anziani di uscire il meno possibile... Proprio loro, i pensionati, erano i nostri clienti, gli unici che spendevano, avevano le pensioni. E pensare che noi qua non siamo nemmeno nella zona rossa. Se continua così gli affari finiranno male, ne va della nostra economia: chi può ci dia una mano, perché la vita deve andare avanti». —
Elisabetta Giorgi
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