Il Tirreno

Grosseto

Viola canta le donne e la passione per l’arte nel suo disco dedicato ad Alma Mahler

LINA SENSERINI
Viola canta le donne e la passione per l’arte nel suo disco dedicato ad Alma Mahler

La musicista grossetana per quattro anni ha girato l’Italia e l’Europa con gli Inna Cantina Sound: ha collaborato con Piotta e Brusco  

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L’INTERVISTA

LINA SENSERINI

Viola Rossi, in arte Viola Violi, giovane cantante e musicista grossetana, ha appena pubblicato il suo primo album solista, “Alma”, un disco dal sapore hip hop, soul e jazz, uscito a gennaio per l’etichetta indipendente Ldm.

Viola è nata a Viareggio trent’anni fa da genitori grossetani. Dice di sé di essersi dedicata alla musica “tardi”, ma il suo talento, la presenza scenica naturale l’hanno portata in breve a lavorare ad alti livelli.

Prima con il gruppo romano degli “Inna Cantina Sound”, poi con molti artisti indipendenti tra più significativi del panorama nazionale, tra cui Piotta e Brusco. Infine, lo scorso anno ha realizzato il suo primo progetto solista. A luglio è uscito il video del singolo “Le cose che non so”, seguito da “Csfu” e “Femmina”, il cui video è stato pubblicato in anteprima su La Repubblica.it.

Come è nata la tua grande passione per la musica? «Ho iniziato tardi a studiare musica. Sono sempre stata una bambina molto timida e nonostante sentissi la voglia di esprimermi, spesso rinunciavo per vergogna. Terminato il liceo, mi sono trasferita a Roma e, dopo un po’ di confusione iniziale, ho deciso di intraprendere gli studi musicali. Mi sono laureata in Didattica musicale, poi in Arrangiamento e composizione, ho vissuto per un anno a Rotterdam, dove grazie all’Erasmus ho frequentato il Codarts (l’università olandese che insegna musica, danza e circo, ndr). Piano piano ho iniziato a capire e definire il mio stile. Avevo sempre ascoltato di tutto, non sapevo bene cosa volessi cantare, volevo solo studiare e apprendere il più possibile, dovevo recuperare il tempo perso».

Parliamo allora delle tue origini musicali e l’incontro con gli Inna Cantina Sound.

«Mentre stavo frequentando un corso di musica a Roma, ho conosciuto Paolo Zou il chitarrista degli Inna Cantina, che mi ha proposto di fare qualche prova di coro con loro. Figuriamoci la gioia! Appena arrivata dalla Maremma, mi sembrava quasi impossibile. Insomma la cosa ha funzionato e da allora per i successivi quattro anni non ci siamo più lasciati. Ci siamo esibiti in lungo e in largo per l’Italia e in Europa, abbiamo scritto e registrato dischi. È stata una fase importantissima per la mia vita fuori e dentro la musica, ma non è stata l’unica: ho cantato nel frattempo in situazioni diverse, interpretando brani della tradizione Soul, RnB, Jazz e scrivendo la mia musica, quella che poi ho pubblicato nel mio disco».

Perché Viola Violi?

«Io mi chiamo Viola Rossi in realtà...ma quando ero piccola decisi di iscrivermi a Facebook usando un altro cognome, ed è rimasto. “Viola Violi” funziona molto meglio che solo “Viola”, non trovi? Doppia V».

Non c’è alcun dubbio. È di sicuro impatto. Parliamo invece “Alma”, ispirato a una donna, contiene la canzone “Femmina”...

«Il titolo si riferisce ad Alma Mahler, “vedova delle quattro arti”, compositrice e scrittrice austriaca, considerata “femme fatale” indomabile, tempestosa e tormentata, ex moglie e amante di molte figure note della scena artistica e intellettuale del Novecento. Mi sono immaginata Alma guardare dalla finestra delle sua casa a Vienna, sola, libera e felice, dipingere il mondo a suo piacimento, allontanare pregiudizi, dolori, malcontenti e mariti possessivi, con la sua tazza di caffè bollente e un bel libro. Alma rappresenta ogni donna (ma anche ogni uomo) che su questo mondo abbia cercato qualcosa, anche solo il senso della propria esistenza. Ecco, il mio primo disco è questo, la ricerca di qualcosa, di melodie particolari, accordi strani su cui ho passato notti intere, tenuto insieme dalla semplicità e da una certa facilità d’ascolto – mi auguro – perché è un disco spontaneo, vero. Alma Mahler racchiude un po’ la storia di tutte e di tutti noi. “Femmina”, invece, è un brano che ho scritto lontana dal pianoforte, su un beat, quindi ho lasciato che le parole e le rime si baciassero e lasciassero uscire la “coattaggine” come si dice a Roma; ha il sapore della rivalsa femminile, mai scontata e mai “di moda”, semplicemente necessaria laddove il nostro sia ancora additato come “sesso debole”».

Progetti futuri?

«Usciranno presto delle collaborazioni con cantanti che stimo e molti live. Nel frattempo un’unica data da ricordare: 28 Marzo al Wishlist di Roma presento il disco con la band al completo, da non perdere». —

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