Smantellato il Fort Apache della droga Arrestati due uomini, 50 cessioni al giorno
I clienti prendevano appuntamento via Whatsapp: arrivavano anche da Grosseto e da Orbetello per acquistare sostanze
porto santo stefano. Arrivavano a Porto Santo Stefano anche da Orbetello e da Grosseto, dopo aver preso appuntamento, via Whatsapp, con i due ragazzi che si erano creati un vero e proprio bivacco in mezzo alla macchia, tra via dell’Apparita e via Spaccabelezze. Erano queste le due strade d’accesso alla piazzola dove la merce che veniva scambiata era perlopiù hashish e cocaina. Cinquanta cessioni al giorno, hanno contato i militari della compagnia di Orbetello che per settimane hanno pedinato gli spacciatori. Ieri mattina è scattato il blitz: i carabinieri della stazione di Porto Santo Stefano insieme a quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Orbetello hanno arrestato Jeabou El Houda Ahmed detto Zaccaria, 34enne marocchino senza fissa dimora, irregolare in Italia e Ghnania Youssri, 29enne tunisino, che si trova in carcere a Orvieto dopo essere stato arrestato due settimane fa sempre dai carabinieri di Porto Stefano in esecuzione di un ordine di carcerazione per altri reati.
I militari hanno trovato un vero e proprio avamposto all’interno della macchia boschiva, in cima a una collina a Porto S.Stefano.
Tende con lettini, stendipanni, stufe e tutti i comfort per allestire una redditizia piazza di spaccio da decine di migliaia di euro. Un vero e proprio “Fort apache” nel cuore dell’Argentario, nome che i carabinieri della stazione dei carabinieri di Porto santo Stefano e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Orbetello hanno scelto per l’operazione che ieri mattina ha portato in carcere il trentaquattrenne e notificando al tunisino che è già in carcere l’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci che ha ricevuto la richiesta di custodia cautelare da parte del sostituto procuratore Giampaolo Melchionna che ha coordinato il lavoro minuzioso dei militari.
Una caccia all’uomo durata circa una settimana che si è conclusa alle prime luci del mattino quando il trentaquattrenne, pedinato da militari in abiti civili, è stato catturato poco dopo essere uscito dalla tenda per cominciare la sua giornata di attività. L’indagine, coordinata dal pm Melchionna è cominciata lo scorso ottobre: il via vai di clienti, con i quali i due spacciatori si mettevano in contatto attraverso messaggi scambiati su Whatsapp, era incessante, tanto che in molte occasioni, le cessioni, sarebbero state una cinquantina al giorno. Cessioni di droga con un grado di purezza dell’80%. Un elemento, questo, che avrebbe fatto arrivare alle soglie del boschetto di Porto Santo Stefano un numero di ragazzi, alcuni anche minorenni, da diverse zone della provincia, compresa Grosseto.
I carabinieri, durante le indagini, hanno fermato molti clienti e sequestrate numerose dosi di droga, segnalando gli acquirenti alla Prefettura come assuntori abituali. Durante il blitz all’interno della macchia, ieri amttina, è stato recuperato e sequestrato circa un etto di hashish. Un’attività costante e non facile a causa dell’ambiente impervio e delle numerose vie di fuga che i due si erano creati per sfuggire ad eventuali operazioni.
Importante il giro d’affari messo su dai due: i carabinieri, che hanno smantellato un altro avamposto dello spaccio a Porto Santo Stefano, ora proseguiranno con le loro indagini per arrivare a risalire a chi riforniva i due uomini della cocaina e dell’hashish che venivano venduti.
Per Ghnania Youssri, che si trova a Orvieto, il gip Compagnucci ha ritenuto di applicare la misura della carcerazione, mentre i carabinieri della compagnia hanno accompagnato l’altro uomo, quello conosciuto da tutti con il nome di Zaccaria, al carcere di Grosseto. I due uomini, entrambi difesi dall’avvocato Cristina Solignani, saranno presto interrogati dal gip del tribunale di Grosseto.
Ulteriori indagini sono in corso per risalire alla rete di fiancheggiatori che in tutto il periodo dell’attività hanno fornito assistenza ai due nordafricani: sia quelli che li hanno aiutati materialmente a restare nel boschetto, dove avevano messo su un bivacco ben organizzato e soprattutto quelli che hanno rifornito i due di sostanze stupefacenti da vendere in grandi quantità. —
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