Il presidio
Coronavirus, dal sud della Maremma la grande fuga di turisti
Gli effetti dell'allarme: incertezza per i posti di lavoro e per le forniture nelle strutture ricettive. Alla Caletta di Porto Santo Stefano si pensa a un nuovo sistema di igienizzazione.
ORBETELLO. Il Covid – 19 minaccia le vacanze estive e preoccupa gli operatori del settore. In realtà all’estate mancano ancora alcuni mesi però è proprio da adesso in poi che, solitamente, in molti prenotano la loro vacanza. Alberghi, campeggi ed agriturismi vengono scelti già da adesso. In alcuni casi, soprattutto quando il turista viene dall’estero, le vacanze sono già prenotate perché alcuni di loro arrivano già a partire da marzo.
L’allarme e la preoccupazione per il nuovo virus che sta circolando in tutto il mondo sta colpendo anche il settore del turismo. L’incertezza su quello che succederà di qui alle prossime settimane sta portando alcuni turisti a disdire le prenotazioni o a non farle proprio. «Quello che sta succedendo con la diffusione del virus – commenta Bruno Nocera, titolare di alcuni villaggi turistici nella zona di Albinia – ha ripercussioni anche sul settore del turismo. Alcuni turisti tedeschi e svizzeri hanno disdetto le loro prenotazioni. Per adesso le prenotazioni sono bloccate sia da parte degli stranieri che degli italiani. Ognuno vuole vedere come va a finire questa situazione. Tutto questo sta generando un problema molto serio: non possiamo sapere come sarà il futuro, quanto lavoro avremo». L’incertezza sulla mole di lavoro e di turisti potrebbe avere ripercussioni sulle assunzioni stagionali. «Non sappiamo quante persone potremo assumere – aggiunge – Siamo in un limbo».
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Nocera è anche presidente del consorzio Maremmare che riunisce molti imprenditori del settore turistico. «Noi imprenditori siamo preoccupati – spiega – stiamo seguendo l’andamento di questa situazione sperando che presto la situazione si normalizzi e che il virus con l’arrivo del caldo possa scomparire e il nostro territorio possa tornare ad essere prescelto dai turisti». Aria di preoccupazione si respira anche a Capalbio. «Quando in questa stagione disdicono anche 4 o 5 gruppi di turisti che arrivano dall’estero – commenta Claudio Ceravolo del Resort Capalbio – il danno c’è».
La struttura capalbiese riaprirà ad aprile. «Quello che preoccupa – aggiunge l’imprenditore – sono le disdette per il mese di giugno. Vuol dire che le persone non vedono che la situazione possa cambiare da qui ad alcuni mesi». Oltre alle disdette c’è il blocco delle prenotazioni, dall’Italia e dall’estero. Almeno per il momento. «Difficile fare una programmazione lavorativa in questo modo – dice – I fornitori chiamano per sapere se le richieste saranno quelle del prossimo anno ma sinceramente adesso è difficile poterlo dire. Una incertezza che si riversa anche sulla forza lavoro che viene assunta durante il periodo lavorativo». Mancando una certezza sul futuro anche alcuni investimenti verranno meno anche perché, turisti o non turisti, le strutture hanno costi fissi come l’Imu e la nettezza urbana che prescindono dalla presenza dei villeggianti. L’unico appello che si sente di fare Ceravolo è quello di «aspettare a disdire fino all’ultimo per vedere come evolve la situazione». Ferme anche le fiere di settore. «Ne deve iniziare una a Carrara nei prossimi giorni sugli arredamenti da esterni. Al momento non sappiamo se ci sarà. Federalberghi sta valutando se chiedere lo stato di calamità». Chi al momento non sta registrando disdette è l’albergo La Caletta a Porto Santo Stefano. «Riapriremo il 21 marzo. Dando la possibilità di disdire fino a due giorni prima, per il momento, – commenta la direttrice Giulia Moriani – non abbiamo risentito della situazione. Quello che non possiamo sapere però è se alcuni che avrebbero prenotato non lo hanno fatto. Tutto questo genera incertezza e preoccupazione anche per decidere quante persone dovremo assumere. Facciamo in genere dei contratti stagionali ma quest’anno – precisa – potrebbero essere a chiamata». Nel frattempo la struttura sta predisponendo un nuovo sistema di igienizzazione all’ozono per offrire ancora più tutela ai clienti. Preoccupazione anche all’hotel Cala Piccola all’Argentario. «La situazione è critica – dice la direttrice Stefania Marconi – Al momento c’è stata qualche disdetta ma nell’ordinario. Tutto dipende da come sarà l’andamento. Se il picco del virus finisce l’onda lunga della paura potrebbe durare ancora più a lungo. Non vogliamo drammatizzare. Aspettiamo l’evolversi sperando che in un paio di settimane la cosa possa diminuire e tutto si ridimensioni».
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