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Dimesso con elettrodi e cannula ancora inseriti, l'Asl si scusa

Francesca Ferri
Dimesso con elettrodi e cannula ancora inseriti, l'Asl si scusa

Ottantenne con tosse forte viene visitato al Misericordia: "Mi hanno lasciato questa roba addosso"

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GROSSETO. Sarà che in questi giorni la pressione al pronto soccorso è alle stelle. Sarà che, con lo spettro del coronavirus, una semplice tosse può passare in second’ordine.

Fatto sta, però, che ieri mattina un paziente di 80 anni, residente a Grosseto, è stato dimesso dal pronto soccorso del Misericordia con ancora il catetere venoso periferico inserito nella vena (la cannulina con il “tappo” per la flebo) e gli elettrodi attaccati sul petto e sull’addome.

«Guardi qua», dice l’anziano, in piazza per un caffè, arrotolandosi su la camicia e mostrando i cerchietti e il cerotto con la cannula inserita nella vena, mentre gli amici intorno un po’ lo prendono in giro e un po’ sono preoccupati: «Devi andare a farteli levare dal dottore, è pericoloso – gli dicono –. E quest’ago? Prendi pure la cardioaspirina...».

È lui stesso a raccontare l’accaduto. «Stamattina (il 24 febbraio) ho preso l’autobus e sono andato al pronto soccorso – dice l’uomo – perché avevo la tosse forte da quattro giorni e mi facevano male la spalla e il braccio sinistro».

L’età e qualche acciacco al cuore, per il quale assume dei medicinali, lo avevano convinto a farsi vedere.

«Sono entrato alle 9,19 – dice mostrando i fogli rilasciati dal pronto soccorso – mi hanno fatto tutti gli esami e mi hanno messo questo ago, nel caso ci fosse stato bisogno di una flebo. Poi ho aspettato un pochino», dice ancora.

Gli esami per fortuna non hanno rilevato niente di particolare e della flebo non c’è stato bisogno. E così alle 10,40 l’anziano viene dimesso, con regolare foglio firmato dal medico, la diagnosi di semplice tosse e la prescrizione di uno sciroppo. «Non mi hanno però levato questa roba di dosso – dice –. E io nel trambusto me ne sono accorto solo dopo. Io me la levo anche da solo, mica ho paura. Però...».

Contattata dal Tirreno per chiedere spiegazioni, l’Asl ha subito richiamato il paziente, e il medico stesso, informato dall’équipe, è andato a casa dell’uomo per togliere catetere ed elettrodi.

«L’azienda si scusa per l’accaduto con il paziente e con la famiglia – scrive l’Azienda sanitaria in una nota – e precisa che non vi è stato alcun rischio per la salute dell’assistito». —

 

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