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Costumiste del rione Stazione Creatività, passione e amicizia

ivana agostini
Costumiste del rione Stazione Creatività, passione e amicizia

Hanno iniziato a lavorare alla fine di ottobre per vestire chi sale sul carro

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ivana agostini

Creano, incollano, cuciono. Lo fanno per settimane fino a che le loro creazioni non arrivano in corso Italia il giorno della sfilata dei carri. Sono le costumiste dei rioni, le donne che per tanti giorni lavorano per creare i vestiti che saranno indossati da chi a terra realizzerà la scenografia e chi sarà sul carro a ballare ed animare la creazione di cartapesta.

Le costumiste del rione Stazione sono un gruppo affiatato che ha iniziato a lavorare ai costumi a fine ottobre. Carla Segato, Emanuela Buffa, Ilaria Spagnoli, Francesca Larini, Federica De Bellis e Francesca Fioravanti sono lo zoccolo duro del rione. Quest’anno il loro carro ha scelto il tema del cambiamento climatico con il Clima all’ultima stazione. Fare un carro non significa solo realizzare il gigante di cartapesta ma anche vestire le tante persone che lo animeranno.

«Tutto è fatto da noi – dice Larini –. Quest’anno l’idea di come realizzare i costumi è partita da me. L’ho sottoposta a Ilaria Spagnoli che in realtà credevo la bocciasse. Invece l’ha approvata. Così siamo arrivati al bozzetto». I vestiti del rione Stazione simboleggiano lo scioglimento dei ghiacciai. Un gioco di colori che negli abiti va dal bianco al verde. «Il ghiaccio si scioglie – spiega Francesca – e non sotto non rimane che la nuda montagna». A dirlo sembra tutto facile ma così in realtà non è: «La paura è sempre quella che chi guarda non capisca cosa vogliano rappresentare i nostri abiti. Parlando di ghiacciaia che si sciolgono sarebbe stato semplice vestirci tutti da orsi polari o pinguini. Volevamo qualcosa di diverso».

Così le donne del rione Stazione, tutte, per settimane, si sono cimentate fra lustrini, stoffa da mettere insieme. Abiti da fare, modellare, modificare. Sì, perché, quello che può andare bene per fare una passeggiata può non essere adatto a chi passa una giornata a ballare davanti al carro. Parte del vestito è stato infatti modificato: «Facciamo le prove con gli abiti proprio per vedere come sarà ballare avendoli indosso. Se sono comodi oppure danno fastidio per ballare».

Non sono stiliste di professione eppure nei loro abiti mettono una cura maniacale. Fra loro la più puntigliosa è Ilaria Spagnoli. «È davvero puntigliosa – aggiunge Larini – ma senza di lei non ci sarebbe il Carnevale».

L’amicizia è il collante delle donne del rione Stazione: «Prima di essere un gruppo di Carnevale siamo delle amiche – dice Francesca – Ci divertiamo. Non vuol dire che non si siano discussioni ma poi ci chiariamo e andiamo avanti con la nostra passione». Un gruppo fatto di pizze insieme prima delle prove. Di serate passate a cucire, a ballare. Le costumiste sono infatti anche ballerine e parte attiva della coreografia del carro.

«Per la stoffa e il materiale col quale abbiamo realizzato i nostri abiti – conclude Larini – abbiamo avuto anche un contributo dalla Proloco dello Scalo. A loro va un grande ringraziamento». La collaborazione con la Proloco è senza dubbio un legame ancora più forte all’interno dello stesso rione. Le donne della Stazione oggi saranno in corso Italia con i loro abiti verdi e bianchi, le loro parrucche per divertire gli spettatori ma soprattutto per divertirsi come fanno ogni domenica. —

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