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Grosseto

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«Una moratoria per impedire nuove grandi strutture di vendita»

«Una moratoria per impedire nuove grandi strutture di vendita»

Per Giovanni Caso il declino è stato accompagnato da una proliferazione  non sempre giustificata  dei centri commerciali

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GROSSETO. «Dobbiamo riportare residenti e attività nel centro storico. Una qualunque idea di rilancio non può che partire da qui».

Ne è convinta Confesercenti che torna a parlare delle difficoltà di quello che un tempo era il “salotto buono” della città. Una situazione, quella dei centri storici, che però non riguarda solo il comune capoluogo. L’associazione, tra le varie cose, chiede una “moratoria” che blocchi l’apertura di nuove grandi strutture di vendita e centri commerciali in tutta la provincia

«Lo spopolamento, la progressiva desertificazione, la fuga o chiusura delle attività commerciali. Tutto ha contribuito, negli anni, a un centro storico sempre più vuoto. E di conseguenza sempre più a rischio degrado. La situazione si è drammaticamente modificata negli ultimi anni con la perdita non solo di residenti (e il loro progressivo invecchiamento) ma anche di attività e servizi», spiega il presidente provinciale di Confesercenti Giovanni Caso.

«Per questo vogliamo riprendere la proposta di Vitrines d’Europe, ossia che nella nuova programmazione 2021-2027 dei Fondi europei il rilancio del commercio di prossimità rappresenti un obiettivo prioritario per il suo valore sociale e per il contributo alla sostenibilità del territorio e alla qualità della vita. Chiediamo anche di adottare, in sede regionale, nazionale ed europea - continua il presidente Caso - provvedimenti di ampia portata per rilanciare il commercio di vicinato. Tra questi una moratoria che impedisca l’apertura di nuove grandi strutture di vendita e centri commerciali in tutta la provincia».

Questo declino - ne è convinta l’associazione - «è stato accompagnato infatti da una proliferazione, non sempre giustificata, di grandi centri commerciali che portano gli acquirenti a scegliere questi non luoghi dell’acquisto come meta non solo per comprare, ma anche solo per passeggiare e passare del tempo, magari il sabato o la domenica pomeriggio, proprio come un giorno succedeva nel corso», prosegue Confesercenti.

«Purtroppo in centro non abita quasi più nessuno: bisogna pensare a un recupero del patrimonio edilizio già esistente, anche attraverso politiche green, così che sia attrattivo, invece di pensare a nuovi quartieri dormitorio fuori dal centro abitato».

Per questo «noi auspichiamo politiche che intanto rivitalizzino il centro ripopolandolo. Già questo potrebbe aiutare qualche piccola attività di vicinato a ripartire, ma auspichiamo anche, come detto in passato, che la politica, le amministrazioni, riconoscano il valore e il ruolo che gli esercizi commerciali hanno sia come servizi che come baluardo contro il degrado: la vetrina accesa di un negozio, in certe vie, può fare la differenza anche da un punto di vista della sicurezza», conclude Caso, contribuendo a rappresentare un valido presidio per il decoro e la tutela di questo preziosa parte di città che sorge entro le Mura. —



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