«L’inquinamento del Paglia non nasce qui da noi»
«Incontro utile e proficuo». Così i sindaci di Arcidosso, Jacopo Marini, e di Santa Fiora, Federico Balocchi, giudicano il loro incontro con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione ecomafie), che ha concluso giovedì la sua missione in Maremma e ha fatto tappa anche in Amiata.
Argomento all’ordine del giorno per la montagna era la contaminazione da mercurio del fiume Paglia, che nasce a Pian dei Renai, nel comune di Abbadia San Salvatore, nel versante senese del Monte Amiata.
La delegazione della Commissione, composta dal presidente Stefano Vignaroli e dai deputati Chiara Braga (Pd), Giovanni Vianello (M5S) e Alberto Zolezzi (M5S), ha svolto sopralluoghi alla ex miniera di cinabro di Bagnore e nel vicino ex sito di lavorazione del cinabro. La Commissione ha inoltre visitato la centrale geotermica di Bagnore.
Marini e Balocchi hanno illustrato le criticità ambientali dell’area dell’Amiata. A seguire, la delegazione ha tenuto un incontro anche con i rappresentanti di alcuni comitati. Dopo l’incontro, i sindaci Marini e Balocchi, ringraziando la commissione per la visita, «che ha dato loro l’opportunità per affrontare problemi importanti come quello ambientale a cui Arcidosso e Santa Fiora hanno da sempre riservato attenzione particolare», hanno tenuto a precisare alla commissione alcune questioni.
«Intanto – riferiscono i due sindaci – abbiamo informato la delegazione che non esiste alcun collegamento fra l’inquinamento da mercurio ipotizzato per il fiume Paglia e il versante grossetano dell’Amiata. Si tratta di due bacini diversi. Per cui se la visita era quella di dimostrare un collegamento fra le vecchie miniere di cinabro di Bagnore e le centrali geotermiche sempre di Bagnore, fra Arcidosso e Santa Fiora, col fiume Paglia, l’indagine è fuori strada. Perché, semmai, è nell’altro versante che bisogna indagare».
I due sindaci, comunque, hanno colto l’occasione per rappresentare che non sarebbe da scartare il monitoraggio dell’ex insediamento minerario di estrazione di mercurio, a cavallo fra i comuni di Arcidosso e Santa Fiora, uno dei più piccoli rispetto a quelli di altre località: «Il sito – hanno spiegato Marini e Balocchi – è già stato oggetto di parziale bonifica, grazie a un milione stanziato dalla Regione, in specie nel terreno in cui è stato costruito l’eliporto e nelle sue adiacenze, ma non sarebbe da scartare l’idea di vedere ancora più a fondo se ci sia bisogno di ulteriori bonifiche. Se si trovassero risorse in questo senso, ben vangano tutti gli interventi che hanno lo scopo di bonificare ancora più rigorosamente la zona. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere col fiume Paglia che si trova proprio da un’altra parte». —
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