Meteo
Crisi del commercio, Cna propone sgravi
Bramerini: «Ridurre Tari e Imu, dare incentivi per start up promosse da giovani, trasporti pubblici gratis nei weekend»
GROSSETO. Dopo l’intervento di Confedilizia di alcuni giorni fa, che di fatto ha aperto una riflessione, il dibattito sulla crisi del commercio in centro storico a Grosseto continua. Il Tirreno ospita da oggi gli interventi delle associazioni di categoria, alle quali abbiamo chiesto un contributo per allargare la discussione sul centro: hanno ipotesi di rilancio “concrete”, hanno suggerimenti da avanzare al Comune? Partiamo con Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.38519226:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/02/26/news/ritocco-alle-rendite-catastali-per-agevolare-affitti-meno-esosi-1.38519226]]
«Rendere di nuovo vivo e vivibile il centro storico di Grosseto - spiega Bramerini - è un’operazione complessa che richiede l’impegno di tutti, pubblico e privati. Da tempo ci interroghiamo su quanto accade a Grosseto, come in altri centri storici di Italia. Le cause dello spopolamento e dell’abbandono di questi luoghi sono diverse, e per questo serve un lavoro intersettoriale. A partire da una politica di incentivazione fiscale - da valutare non solo per le imprese del centro storico - rendendo strutturali le riduzioni sui tributi per chi decide di vivere o di investirvi, almeno per un tempo medio lungo. A goderne dovrebbero essere le imprese e le persone che già vivono nel centro, ma anche chi vi si trasferisce da luoghi più periferici, perché un abbattimento prolungato nel tempo della Tari ad esempio, o dell’Imu, possono fare la differenza. Inoltre potrebbe essere introdotta una riduzione di Tari e Imu per i proprietari degli immobili sfitti, se affittano i loro fondi per attività produttive. Si potrebbe pensare a un incentivo specifico per le start up promosse da giovani».
Altre idee concrete lanciate da Cna. «Per favorire la rigenerazione urbana e quindi il recupero del patrimonio immobiliare si potrebbe pensare all’azzeramento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, oltre al costo di costruzione. Come anche eliminare la Tosap sia per l’edilizia che per le attività commerciali e artigianali». Un’altra operazione importante dovrebbe riguardare i cosiddetti “grandi contenitori” presenti nel centro. «Penso - dice Bramerini - alla Mura medicee che, se rese più sicure e vivibili, potrebbero rappresentare un risorsa. Per questo si potrebbe pensare anche a una politica di riduzione significativa dei canoni di locazione degli spazi inclusi nel complesso monumentale che, pur determinando una minore entrata per le casse comunali, ne faciliterebbe l’utilizzo e un ritorno in termini di immagine e presenze. Si potrebbero adeguare le Mura per attività sportive, ludiche, di intrattenimento e spettacolo, organizzando concerti, rassegne durante tutto l’anno, anche d’estate, incentivando le presenze turistiche che, durante la stagione estiva, si riversano soprattutto sulla costa». E ancora «itinerari tematici o naturalistici che colleghino la Città con il resto del territorio comunale. Anche se l’idea del centro di documentazione degli Etruschi è tramontata, pensare a un’offerta turistica integrata tra l’area archeologica di Roselle e il museo archeologico, o tra il parco della Maremma e il museo di storia naturale, potrebbe rappresentare per tanti visitatori motivo di interesse». Infine «anche la riduzione o la gratuità di trasporti pubblici nei fine settimana o in occasione di eventi di particolare rilievo potrebbe incentivare le presenze. La fase che si è appena aperta, con l’avvio del processo partecipativo per il nuovo Piano strutturale, rappresenta un’occasione importante per affrontare questi come altri temi, rileggendo e ripensando in modo interconnesso il centro storico con il resto della città, le sue funzioni e trasformazioni urbanistiche». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
