Il Tirreno

Grosseto

Crisi del commercio, Cna propone sgravi

Un fondo chiuso in corso Carducci
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Un fondo chiuso in corso Carducci

Bramerini: «Ridurre Tari e Imu, dare incentivi per start up promosse da giovani, trasporti pubblici gratis nei weekend»

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GROSSETO. Dopo l’intervento di Confedilizia di alcuni giorni fa, che di fatto ha aperto una riflessione, il dibattito sulla crisi del commercio in centro storico a Grosseto continua. Il Tirreno ospita da oggi gli interventi delle associazioni di categoria, alle quali abbiamo chiesto un contributo per allargare la discussione sul centro: hanno ipotesi di rilancio “concrete”, hanno suggerimenti da avanzare al Comune? Partiamo con Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto.
 

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«Rendere di nuovo vivo e vivibile il centro storico di Grosseto - spiega Bramerini - è un’operazione complessa che richiede l’impegno di tutti, pubblico e privati. Da tempo ci interroghiamo su quanto accade a Grosseto, come in altri centri storici di Italia. Le cause dello spopolamento e dell’abbandono di questi luoghi sono diverse, e per questo serve un lavoro intersettoriale. A partire da una politica di incentivazione fiscale - da valutare non solo per le imprese del centro storico - rendendo strutturali le riduzioni sui tributi per chi decide di vivere o di investirvi, almeno per un tempo medio lungo. A goderne dovrebbero essere le imprese e le persone che già vivono nel centro, ma anche chi vi si trasferisce da luoghi più periferici, perché un abbattimento prolungato nel tempo della Tari ad esempio, o dell’Imu, possono fare la differenza. Inoltre potrebbe essere introdotta una riduzione di Tari e Imu per i proprietari degli immobili sfitti, se affittano i loro fondi per attività produttive. Si potrebbe pensare a un incentivo specifico per le start up promosse da giovani».

Altre idee concrete lanciate da Cna. «Per favorire la rigenerazione urbana e quindi il recupero del patrimonio immobiliare si potrebbe pensare all’azzeramento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, oltre al costo di costruzione. Come anche eliminare la Tosap sia per l’edilizia che per le attività commerciali e artigianali». Un’altra operazione importante dovrebbe riguardare i cosiddetti “grandi contenitori” presenti nel centro. «Penso - dice Bramerini - alla Mura medicee che, se rese più sicure e vivibili, potrebbero rappresentare un risorsa. Per questo si potrebbe pensare anche a una politica di riduzione significativa dei canoni di locazione degli spazi inclusi nel complesso monumentale che, pur determinando una minore entrata per le casse comunali, ne faciliterebbe l’utilizzo e un ritorno in termini di immagine e presenze. Si potrebbero adeguare le Mura per attività sportive, ludiche, di intrattenimento e spettacolo, organizzando concerti, rassegne durante tutto l’anno, anche d’estate, incentivando le presenze turistiche che, durante la stagione estiva, si riversano soprattutto sulla costa». E ancora «itinerari tematici o naturalistici che colleghino la Città con il resto del territorio comunale. Anche se l’idea del centro di documentazione degli Etruschi è tramontata, pensare a un’offerta turistica integrata tra l’area archeologica di Roselle e il museo archeologico, o tra il parco della Maremma e il museo di storia naturale, potrebbe rappresentare per tanti visitatori motivo di interesse». Infine «anche la riduzione o la gratuità di trasporti pubblici nei fine settimana o in occasione di eventi di particolare rilievo potrebbe incentivare le presenze. La fase che si è appena aperta, con l’avvio del processo partecipativo per il nuovo Piano strutturale, rappresenta un’occasione importante per affrontare questi come altri temi, rileggendo e ripensando in modo interconnesso il centro storico con il resto della città, le sue funzioni e trasformazioni urbanistiche». —


 

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