Il Tirreno

Grosseto

Don Vittorio fu l’inizio Poi lo stop e l’ascesa: «Non ci si ferma mai»

Ivana Agostini

Elettrauto, volontario in missione e “burattinaio” del pianale Alfio è l’artefice della rinascita del gruppo del Rione Albinia  

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Il rione di Albinia ha nel suo gruppo un carrista storico: Alfio Bracciali. Alfio, 70 anni, elettrauto, fa parte del Carnevale della cittadina dal 1980.

«Tutto è iniziato con l’arrivo ad Albinia di un parroco, don Vittorio. Quando arrivò nella cittadina ci fece subito notare che nel nostro paese per il Carnevale non veniva fatto nulla – racconta Bracciali – Fu così che tutto ebbe inizio. Al Centro Unione Sportiva della frazione un gruppo di persone dette il via alla costruzione del primo carro allegorico, un trenino». Fu così che iniziò la lunga tradizione del Carnevale di Albinia. Dopo il Trenino vennero poi realizzati carri più seri. «Con i fratelli Giannetti – dice il carrista – realizzammo un carro semovente, ossia non trainato dal trattore. Un pianale che ci permette di avere un carro che non ha bisogno di essere trainato da nessun mezzo».

Una storia che poi è andata avanti fino a quando il Carnevaletto da 3 soldi non ha subito uno stop. Per un po’ di tempo il gruppo di cui faceva parte Alfio rimase insieme ma poi piano piano, mancando la manifestazione principale, venne meno.

«Quando a Orbetello ripresero le sfilate dei carri allegorici ad Albinia ero rimasto solo – ricorda – Prestai così il pianale al rione di Orbetello Scalo». Fu un’esperienza che Alfio ricorda ancora con grande simpatia e affetto. Col tempo poi Alfio ha cercato di riformare un gruppo che potesse realizzare carri da far sfilare in corso Italia a Orbetello. «Andai dai ragazzi che fin da bambini venivano al carro, Davide Ricci e Riccardo Vagnoni, per chiedere loro di formare un gruppo per ripartire col Carnevale. Così abbiamo ricominciato tutto».

Sembra essere proprio questa la vera forza del rione Albinia: un gruppo affiatato che si è formato col tempo e che si è andato sempre più rafforzando. Alfio nel carro di Albinia che è quest’anno ha come tema l’inquinamento del mare dalla plastica, guida il pianale. È diventato, col tempo, uno dei punti di riferimento che ha permesso l’ingresso dei giovani che hanno portato in alto, con cinque vittorie consecutive, il rione Albinia nella kermesse del Carnevaletto. «Abbiamo ragazzi che sanno fare – aggiunge Bracciali – che mettono a servizio del carro le loro abilità che in alcuni casi sono anche la loro professione. Poi abbiamo tutto, la sarta, il cuoco, lo chef. Siamo al completo». Bracciali loda quindi il gruppo che si è formato, la sua unità, compattezza e la voglia di fare che cresce ogni anno. «Sono sempre in azione – continua – in questi giorni, non è ancora finito il Carnevale che stanno già a pensare a quello che faranno il prossimo anno». Un gruppo nel quale tutto è diventa divertente, anche una cena. «Abbiamo il nostro cuoco che porta le sue salsine che non sappiamo mai cosa ci sia dentro».

Alfio Bracciali oltre al Carnevale ha anche un’altra passione: il volontariato che lo porta spesso in Burkina Faso. «Ero lì quando abbiamo iniziato il Carnevale e ho lasciato il lavoro che stavo facendo per tornare il Italia – conclude – Adesso, non appena saranno finite le sfilate, tornerò in Burkina anche se con mia moglie stiamo pensando al tragitto da fare visto il pericolo del coronavirus. Partiremo comunque, però».

Bracciali domenica sarà al suo posto alla guida del pianale per la penultima sfilata del Carnevaletto da 3 soldi di Orbetello. –

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