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Due supermercati dentro le Mura?: «Chiunque apra è il benvenuto»
Grosseto. Dopo Conad anche Carrefour si fa avanti: ecco cosa ne pensano i negozianti del grande interessamento del salotto buono cittadino da parte dei due giganti del carrello della spesa.
GROSSETO. Concretezza. È la parola d’ordine che indirizza le aspettative dei commercianti del centro storico all’indomani di un colpo di scena: non è uno l’investitore della grande distribuzione che progetta di aprire un supermercato nel centro storico, bensì sono due. Accanto a Conad – come Il Tirreno ha rivelato nei giorni scorsi – c’è anche Carrefour: o meglio, Etruria Retail, il gruppo cooperativo di Badesse di Siena che dal 1° gennaio ha un contratto di esclusiva per l’utilizzo del marchio francese in tutta la Toscana e l’Umbria, in virtù del quale – da poco più di un mese, anche a Grosseto e Provincia – ha sostituito tutte le insegne Symply della sua rete di negozi con le insegne Carrefour. Concretezza significa che i commercianti non tifano né per l’uno né per l’altro marchio. Certo, a Conad sono grati per i tanti progetti pro centro storico cresciuti all’ombra della Margherita e l’arrivo di Conad sarebbe la benefica e naturale chiusura di un cerchio. Ma sono pronti a stendere un tappeto rosso anche a chi voglia aprire un market più piccolo rispetto alle ambizioni di Conad: i senesi starebbero accarezzando infatti l’idea di insediarsi nei fondi commerciali di via Montebello. A dare forma al sentire dei negozianti è Vincenzo De Sapio, vicepresidente del Centro commerciale naturale del centro storico. .
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Appena Conad svelò l’intenzione di aprire un supermercato in centro voi siete stati subito favorevoli.
«Assolutamente sì, perché un supermercato in centro, che manca da almeno tre decenni, serve ai residenti, ai commercianti, a chi non abita in centro ma mentre passeggia si accorge di aver necessità di acquistare qualcosa, e ad accogliere al meglio i turisti».
Qual è il circolo virtuoso che garantirebbe la presenza di un supermercato dentro le Mura?
«Un supermercato in centro offre un servizio ai residenti. È un’attività in più che lo valorizza: ecco perché i proprietari di fondi commerciali e appartamenti nel centro storico dovrebbero scendere in piazza accanto a noi su questo fronte, e invece non si sentono. Veniamo ai turisti: mente girano qua e là nelle giornate torride di luglio, anziché trovare tutto chiuso, avrebbero dove acquistare una macedonia già pronta, mangiarsela mentre guardano il Duomo, e poi magari entrare nei negozi e fare acquisiti. Un supermercato dentro le Mura ha una rilevanza sociale: è leva di attrazione, di aggregazione, di socializzazione: in centro si rivedono i giovani grazie al Polo Universitario e alla Chelliana, ma vogliamo vedere anche i pensionati e le famiglie, tutti i giorni».
Quale sarebbe il modello di supermercato ideale?
«Basta dare un’occhiata ai supermercati dei centri storici che “funzionano” di tante città italiane. Innanzitutto, di solito non sono di grandi metrature, forse quindi non c’è bisogno di un Conad da mille mq. Secondo: di solito sono “express” cioè con offerte di prodotti freschi confezionati; torno all’esempio dei turisti: ha più importanza che ci sia un banco frigo con prodotti pronti piuttosto che il banco macelleria. In sintesi: penserei a un supermercato di “servizio”: di metratura contenuta, con un’offerta di prodotti pronti, stagionali, per un consumo veloce che strizza l’occhio ai turisti».
Prima Conad, ora anche Carrefour si fa avanti per aprire nel centro storico: come avete accolto la notizia?
«In maniera molto, molto favorevole».
Avete preferenze per uno dei due marchi?
«Da tempo abbiamo iniziato un percorso di collaborazione con Paolo Degli Innocenti, presidente di Clodia Commerciale (la società proprietaria dei tre supermercati cittadini a marchio Conad, ndr) e insieme abbiamo dato vita a tante iniziative per il centro storico: e quindi, speriamo fino all’ultimo che sia Conad ad aprire. Detto questo, se arriva qualcun altro che vuole investire per aprire un supermercato con metrature più limitate ma più realistiche, per noi è il benvenuto».
Non avete dunque convinzioni pregiudiziali?
«No. Per investire nel centro storico ci vuole solo l’intenzione e la consapevolezza che il fondo ideale dentro le Mura può non esistere: le cose però se si vogliono fare, si fanno. E noi crediamo che si possano fare bene senza necessariamente investire grandi capitali. È la nostra visione, animata dalla convinzione che il centro storico è un bene prezioso e che appartiene a tutti: ai residenti, ai commercianti, a chi vive a Barbanella o alla Cittadella».
Quindi, se entrambi i potenziali investitori portassero a termine il loro progetto, alla fine il centro storico di Grosseto di supermercati potrebbe averne due....
«Ben venga un gruppo che ha deciso di adattarsi a metrature più contenute (Carrefour, ndr). Se poi Conad, grazie alla visione e alla lungimiranza di un imprenditore come Paolo Degli Innocenti, troverà in futuro la migliore locazione per il proprio progetto, vorrà dire che ce ne saranno due».
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