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monte argentario: l’intervista  

Cerulli: «Pronto a ricandidarmi Contro Borghini si vince facile»

Andrea Capitani
Cerulli: «Pronto a ricandidarmi Contro Borghini si vince facile»

Con 3 anni d’anticipo l’ex sindaco annuncia di voler tentare il terzo mandato «Sto già costruendo un programma di lunga gittata, a partire da adesso»

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«Non vedo spaccature, ma in tanti pensano che sia facile vincere contro Borghini». Arturo Cerulli, ex sindaco di Monte Argentario e adesso consigliere di minoranza, apre le danze in vista delle elezioni che avranno luogo nel 2023. E lo fa con largo anticipo, perché «la piattezza con cui sta amministrando Francesco Borghini sta bloccando l’Argentario».

Si fa quindi sempre più largo l’ipotesi primarie per contrastare l’attuale amministrazione, dato che a presentarsi come capogruppo nel 2018 fu Priscilla Schiano. Difficile pensare a due liste separate – una capitanata appunto da Arturo Cerulli e una da Priscilla Schiano – visto che nelle ultime tre tornate elettorali il gruppo era parso abbastanza unito, nonostante la sconfitta del 2018.

In consiglio comunale, però, la divisione voluta da Cerulli per poter intervenire a suo piacimento ha portato a formare nuovi gruppi, in cui in uno di questi Arturo è capogruppo di se stesso (l’altro è quello di Michele Lubrano, anche lui uscito da Forza Argentario).

Nel 2023 ci saranno dunque le elezioni e, nonostante manchino ancora più di tre anni, c’è quindi già chi pensa a come tornare al vertice, tra cui proprio l’ex primo cittadino del doppio mandato Arturo Cerulli che, per legge, non poteva ricandidarsi se non come consigliere.

Cerulli, però, è sempre apparso come un leone in gabbia e, nonostante abbia sempre sostenuto di voler fare il nonno dei suoi nipotini e dedicare meno tempo alla politica del promontorio, proprio non ce la fa a starne lontano e a staccare la spina, tanto da lanciare il guanto di sfida a circa 3 anni e mezzo dalle prossime elezioni.

Cerulli, perché uscire già allo scoperto quando manca così tanto tempo?

«Perché vedo che c’è molto “niente” in giro. Voglio chiarire da subito quali sono le mie reali intenzioni: potrei rientrare in campo per il posto da sindaco. La mia carriera politica locale non la considero finita, quindi secondo me è bene lavorare non nell’ombra ma allo scoperto. Io ci sono e mi auguro che il mio avversario sia Borghini: non ci credo che non si ricandiderà, lo sfido a tornare contro di me ma so già che avrei facilmente la meglio».

Ha già le idee chiare su quali saranno i suoi obiettivi?

«Sto già facendo un gruppo di lavoro. Mancano tre anni e me ne rendo conto, ma stiamo già mettendo le idee e chi si imbarca adesso fa parte del progetto e della progettualità di un nuovo mandato. Abbiamo stilato un programma sia in termini di liste che di visibilità: il progetto costituisce un faro a lunga gittata che parte da adesso. Chi entra prima fa parte della squadra che organizza, chi arriva dopo però potrà comunque partecipare».

Pensa che la spaccatura si possa risanare oppure si andrà verso le primarie, o addirittura verso due liste separate?

«Penso che oggi come oggi siamo in tanti a pensare di poter essere sindaco. Questo è dovuto alla debolezza di Borghini. Tutto pensano che sia facile vincere contro di lui, questo porta a essere in tanti a pensare di voler essere candidati. Ma non è una mela spaccata in due: alla fine, se ci sarà ancora questa situazione, non escludo le primarie per il fronte anti-Borghini, non avrei problemi. Non faccio nomi ma potrebbero esserci tanti interessati a diventare primo cittadino, cosa dovuta proprio alla piattezza dell’attuale amministrazione».

Giudica quindi negativo l’operato di Borghini in questi primi due anni?

«Ancora non ho capito perché ha voluto fare il sindaco, sembra che voglia distruggere ciò che abbiamo fatto noi nei 10 anni in cui abbiamo governato. Al momento non vedo nessuna novità, nessun guizzo da parte sua, nessuna opera. L’Argentario è fermo e questo non mi piace».

Vuole tornare ad amministrare per portare avanti le opere rimaste incompiute durante i suoi mandati?

«Sì, ma non solo. Abbiamo fatto tante cose ma per ovvi motivi alcune sono rimaste incompiute. Bisogna forse farne di meno e completarle in un mandato, quindi ci concentreremo su pochi macro-argomenti per portarli a termine. Mi riferisco soprattutto al Caravaggio a Porto Ercole e all’Aeronautica a Porto Santo Stefano, ma ovviamente penseremo anche ad altro». —



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