Italia
Gli vietano di entrare in piazza con la carrozzina
Quella di Massimiliano De Simone e della sua famiglia è una vicenda umana che domenica pomeriggio si è scontrata con le normative che regolano la sicurezza pubblica in occasione di concerti e spettacoli. Massimiliano da due anni vive su una carrozzina, da quando un proiettile sparato da Raffaele Papa lo ha colpito rendendolo paraplegico. Dopo due anni di riabilitazioni e cure, Massimiliano da un paio di mesi è riuscito ad uscire di casa insieme alla sua famiglia, riconquistando a piccoli passi la libertà che fino ad oggi gli era stata negata.
La sfilata del Carnevale follonichese di domenica scorsa doveva quindi essere un momento di festa e Massimiliano e la moglie Tatyana si erano dati appuntamento con altre famiglie sotto alla Torre Azzurra alle 16: il ritrovo doveva essere l’occasione per far giocare i figli, una bambina di 11 anni e un bambino di 4, con gli amici. Il problema si è manifestato, però, quando la famiglia ha provato a raggiungere gli amici in piazza XXV Aprile.
In quel luogo, infatti, seguendo la normativa sulla sicurezza, era stata creata una zona adibita alle persone con disabilità. La famiglia si è quindi vista negare la possibilità di raggiungere gli amici insieme a Massimiliano che invece avrebbe dovuto sostare nell’area per diversamente abili: «Mi hanno fatto sentire disabile – racconta – questa è la cosa più brutta. È assurdo che una persona sia costretta a stare all’interno di un recinto in occasione del Carnevale». Massimiliano e la moglie hanno provato ad insistere ma il no è stato perentorio: «Ho chiesto di parlare con il responsabile della sicurezza – racconta Massimiliano – e lui è stato molto scortese. Abbiamo anche provato ad entrare nella piazza da un altro ingresso ma anche lì gli addetti alla sicurezza, in modo molto scortese, mi hanno bloccato l’accesso. Uno di questi ha anche messo una gamba di fronte a me, per bloccarmi, toccandomi e rischiando di farmi cadere – continua – Alla vista di questa scena, mia figlia è scoppiata in lacrime e il bambino piccolo è rimasto impietrito. Una giornata rovinata».
Massimiliano ha deciso di denunciare l’episodio e la sua volontà è quella di tornare nuovamente al Carnevale domenica.
«Il problema è sempre il solito – commenta Stefano Paolicchi, presidente dell’associazione Handy Superabile – a certi eventi l’organizzazione, per problemi di sicurezza, confina i disabili in spazi circoscritti. Lo prevede la legge. Un conto è però un concerto o uno spettacolo, dove lo spettatore resta passivo di fronte al palco, un conto, invece, è un evento sociale come il Carnevale, dove è importante per un disabile poter stare insieme ai figli, esercitando la funzione di genitore. Durante un’evacuazione una persona su una carrozzina potrebbe essere di intralcio ma qui siamo difronte ad un problema di inclusione: in una piazza dove tutti si divertono è giusto che tutti abbiano la possibilità di partecipare». —
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