Il Tirreno

Grosseto

l’ex amministratore stefanini  

«Perché fondere Parco e Azienda? La squadra funziona bene così»

Gabriele Baldanzi
«Perché fondere Parco e Azienda? La squadra funziona bene così»

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ALBERESE. Marco Stefanini è stato per anni uno degli esponenti più in vista del mondo ambientalista toscano: membro del consiglio direttivo del Parco della Maremma, presidente del comitato consultivo dell’Azienda agricola regionale di Alberese. Molto legato, quindi, all’Uccellina. Conclusi i suoi incarichi, non ha smesso però di interessarsi al governo del territorio, portando idee e contributi, con occhi diversi, su varie questioni, non risparmiando critiche.

Venerdì sera Stefanini ha partecipato a un’assemblea pubblica, ad Alberese in cui si dibatteva – tra le altre cose – sul futuro del territorio e dove è emersa, di nuovo, la necessità della fusione tra Parco e Azienda, ora diventata Terre di Toscana. E proprio su questo punto Stefanini lascia intendere la sua contrarietà. «Sia dalle parole del consigliere regionale del Pd Leonardo Marras, sia da quelle della presidente Lucia Venturi – spiega – si capisce che la fusione (o unione, o collaborazione) che hanno in mente vorrebbe dire passare il bastone del comando al Parco e delegare a semplice esecutore l’Azienda».

Qui Stefanini apre un ragionamento: «L’azienda ha dimostrato, da diversi anni a questa parte, di essere ben condotta, grazie alle scelte oculate della Regione Toscana, maturando importanti risultati economici, con bilanci molto positivi. Stessa cosa il Parco, divenuto dal 1975 a oggi, dopo aver attraversato momenti di contrarietà sociale ed emergenze ungulati, un modello di riferimento a ogni livello. Insomma, una squadra che vince non si dovrebbe pensare di cambiarla...».

Stefanini invita poi a riflettere su alcuni aspetti importanti: «Non è vero che l’Azienda è un fortino arroccato, isolato dal resto del territorio. Negli anni in cui ho partecipato al suo governo abbiamo fatto di tutto per accerescerne visibilità ed economia, cercando di far conoscere Alberese per il vino, la pasta, il miele, i formaggi, la carne, le opportunità ricettive. Nessuna conflittualità con il Parco o con aziende private, piuttosto una mission di collaborazione».

«E allora perché questi ricorrenti attacchi all’Azienda? – si chiede Stefanini. - Non può essere un caso il fatto che arrivino soprattutto in periodi preelettorali...».

Poi l’ex amministratore dell’azienda entra nel merito. «Certi enti hanno in pancia uomini e donne del territorio, soggetti che vivono nel quotidiano piccoli scontri, rivalse, condizionamenti politici, crepe dovute a volte a fatti banali, che negli anni sedimentano e aumentano. Bisognerebbe spogliarsi di tutto questo per non causare un danno al territorio, al Parco, all’Azienda, ma soprattutto ad altre realtà più piccole che oggi traggono vantaggio dalla grande visibilità dei due “genitori”». Infine la proposta: «Terre di Toscana può tranquillamente cedere all’ente parco le Torri, San Rabano o il parcheggio di Alberese, perché di fatto è già così, sebbene si faccia finta di ignorarlo, ma lasciate che l’Azienda continui a fare quello che le riesce meglio: gestire, con profitto e competenza, le proprietà agricole e gli immobili connessi. Ricordando che si parla dell’azienda pubblica biologica più grande d’Europa, solida, stabile, produttiva. E scusate se è poco». —

Gabriele Baldanzi

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